Giorgio Ursicino
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In Brasile Vettel torna a ruggire, ma è Hamilton a dare spettacolo

Vincono in due. Con una partenza audace e una corsa gagliarda Sebastian Vettel riporta la Ferrari sul gradino più alto del podio dopo un digiuno di quasi 4 mesi. Il neocampione del mondo Lewis Hamilton dà spettacolo partendo dai box e, con una Freccia d’Argento stellare, recupera fino ai piedi del podio, insidia Raikkonen nei giri finali e passa sotto la bandiera a scacchi a soli 5 secondi da Sebastian. Se non avesse appiccicato la sua Mercedes addosso ad un muro di gomme appena all’inizio delle qualifiche anche il trofeo del GP del Brasile 2017 sarebbe finito nella bacheca del formidabile britannico.

Seb ha preceduto un opaco Bottas e un poco graffiante Raikkonen che hanno fatto una buona gara, senza però mai impensierire il tedesco di Maranello che forse poteva spingere ancora di più, ma non lo ha fatto per non mettere a rischio un risultato molto atteso e importante. Lewis e Seb, in ogni caso, hanno confermato di essere i migliori ed entrambi si sono trovati nelle condizioni che amano di più. Vettel è scattato bene e si è infilato all’interno di Bottas che si è difeso da signore, ma non ha messo troppa grinta in una manovra decisiva. Preso il comando il campione del Cavallino si è trovato nella posizione che preferisce, quella in cui è probabilmente il più forte.

Ha avuto sempre pista libera e, tranne qualche doppiaggio, ha potuto impostare il ritmo di gara picchiando come un martello. Situazione ideale anche per il rivale britannico che, da autentico uomo di spettacolo, aveva una determinazione feroce a ribadire di essere il migliore cercando di cancellare il primo errore della stagione commesso il giorno precedente. Lewis, in realtà, aveva tutte le armi a disposizione per svolgere un ruolo da protagonista. Dovendo partire per ultimo ha potuto montare una power unit nuova fiammante e sostituire anche altri pezzi “contingentati”. I suoi meccanici hanno avuto modo di lavorare sull’assetto scegliendo quello giusto per la gara e, soprattutto, ha avuto la possibilità di prendere il via con le gialle soft più adatte alla prima parte della gara quando la vettura è più pesante per il pieno di benzina.

Vantaggi che Hamilton ha sfruttato al meglio disegnando una rimonta da favola, mentre davanti Sebastian controllava senza sudare le due seconde guide finlandesi consapevole che per quanto Lewis avesse potuto recuperare difficilmente lo avrebbe impensierito. Partendo dai box la prima guida della Mercedes si è tenuto lontano dai grovigli delle prime curve che hanno messo fuori gioco prima Magnussen e Vandoorne, poi Ocon che per la prima volta non vede il traguardo da quando ha esordito in F1 (27 arrivi di fila, nuovo record). Rientrata ai box la safety car, il tedesco ha preso un filo di vantaggio, mentre l’inglese ha iniziato la sua cavalcata effettuando almeno un sorpasso al giro, quasi tutti in fondo al rettilineo dei box dove, con il super motore Mercedes e l’ala mobile, era difficile resistergli.

Che l’accoppiata Freccia-Hamilton fosse esplosiva si vedeva già nel primo stint quando Lewis con le soft aveva un passo migliore dei primi con le supersoft. Differenza più marcata nel finale quando il campione del mondo recuperava oltre un secondo al giro potendo contare su coperture più soffici e con meno giri sulle spalle. Imbarazzante la differenza fra le due Mercedes, solo due secondi sul traguardo con una partita in pole position e l’altra in fondo al gruppo dai box. Sibillino il commento del britannico: «Se non avessi fatto l’errore sabato avrei dominato facilmente. Non capisco come non abbia vinto Valtteri». Quarta e quinta le due Reb Bull mai in lotta con i migliori, quindi Massa alla sua ultima corsa in Brasile e Fernando Alonso con una buona McLaren-Honda. Mercoledì 15 Novembre 2017, 03:45
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