Luca Cifoni
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Più donne al lavoro? Sono 7 ogni 10 uomini, la spinta viene dalla crisi

I dati Istat sull'occupazione aggiornati al mese di giugno hanno attirato l'attenzione per il "record" raggiunto dal tasso di occupazione femminile, che si è portato al 48,8 per cento ovvero il valore più alto da quando esistono le serie storiche. Può essere utile ricordare che il tasso di occupazione esprime il rapporto tra gli occupati e il totale della popolazione tra i 15 e i 64 anni. Si tratta di un risultato certamente positivo, anche se connesso (come è stato opportunamente fatto osservare) con il più generale fenomeno di incremento dell'occupazione nella fascia di età over 50, che a sua volta dipende dai cambiementi demografici e dalle riforme previdenziali.

L'occupazione femminile - storicamente bassa in Italia in confronto al resto d'Europa - è però legata in un senso più profondo all'evoluzione dei modelli sociali: un modo interessante di guardare la questione consiste allora nell'incrociare, in un periodo di tempo abbastanza lungo, il numero delle donne occupate con quello degli uomini. Questo approccio permette tra l'altro di neutralizzare il fattore demografico e con una certa approssimazione anche l'effetto dei requisiti pensionistici più severi (le lavoratrici sono state colpite dall'innalzamento più brusco dell'età della vecchiaia, i maschi probabilmente dallo stop ai trattamenti di anzianità). Usando i dati mensili dell'Istat, osserviamo che a inizio 2004 c'erano 8,7 milioni di occupate contro 13,5 milioni di occupati, quindi con un rapporto intorno al 65 per cento.



La percentuale è poi cresciuta gradualmente negli anni successivi fino grosso modo all'inizio della doppia recessione (metà 2008) arrivando a ridosso del 67. Possiamo supporre che, in tempi "normali", questo sia stato l'effetto di un certo processo di evoluzione di lungo periodo della società. Dopo questa fase, l'incidenza della componente femminile ha iniziato a crescere più velocemente, per la caduta dell'occupazione maschile a fronte di una certa tenuta di quella delle donne: è lecito ipotizzare che gli uomini siano stati più colpiti soprattutto dalle crisi industriali e che contemporaneamente, anche per compensare le conseguenze di questa tendenza sulle famiglie, sia aumentata la partecipazione femminile al mercato del lavoro: il rapporto tra i due sessi si è portato vicino al 72 per cento già verso la fine del 2012.

Da allora è iniziata una terza fase, in cui il rapporto tra donne e uomini al lavoro è rimasto sostanzialmente stabile, con un leggero aumento nel 2017 che lo ha portato a giugno al 72,6 (9,7 milioni contro 13,3). In questi anni con tutta probabilità gli effetti demografici e quelli delle riforme pensionistiche, ormai entrate pienamente in vgore, si sono fatti sentire in modo abbastanza univoco su entrambe le componenti. Per le lavoratrici la strada è ancora lunga.
  Gioved√¨ 3 Agosto 2017, 11:41
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5 di 5 commenti presenti
2017-08-03 16:56:35
Grazie al mito del femminismo sponsorizzato dalla sinistra la riserva di lavoro è raddoppiata col risultato che ora ci vogliono due salari per mandare avanti una famiglia. Poi la stessa sinistra ha sventolato il mito del razzismo per far accettare l'immigrazione senza controlli. Il risultato non può essere che lo stesso: abbassamento del potere d'acquisto dei lavoratori.
2017-08-03 16:25:56
La Natura o chi per essa nel costruire la donna, credo che ebsbe molto a pensare perch√®, se fu generata dopo aver fatto Adamo credo che l'Architetto si accorse che la seconda delle figure oltre a essere di gran lunga maggiormente aggraziata nelle sue fattezze e scultura fisiologica aveva anche quegli attributi che rende la persone perfetta sino al punto di potersi rigenerare o generare un mondo intero senza mai finire di meravigliarci. Credo che se non sarebbe mai nata non avremmo mai potuto conoscere io bene maggiore di ogni esistenzialit√† di questo mondo sin dal quel fatidico momento che ogni boccuccia umana abbia iniziato ad assurgere da quelle meravigliose mammelle il nettare della vita. Come uomo e figlio della donna ringrazio La Natura per averle create per farci vivere le cose pi√Ļ belle di questa natura nicola guastamacchia
2017-08-03 16:01:20
Sono le donne che hanno assunto a tempo determinato quelli dell'ISTAT per fare il sondaggio a luglio 2017!
2017-08-03 15:32:21
Nella vita chi non ha il coraggio civile di riconoscere le proprie sconfitte come quelle che toccarono Renzi che ne rise anche il suo cane, non può continiuare a gestire il, potere civile. Renzi torni a scuola di etica morale e vicile e poi potrà se ne è all'altezza di ricominciare a fare il bimbo bravo ma, per oggi sarebbe mmaglio se si allontana da tutto e da tutti-
2017-08-09 16:23:33
Bravo Nicola, sei un mito...
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