Ex sindaco muore dopo un intervento: indagati cinque medici

di Gianluca Lettieri
Cinque medici sono indagati per la morte di Antonio Borgonsoli, 69 anni, ex sindaco di Pretoro. L’uomo, dipendente della Asl in pensione, è deceduto lo scorso 18 novembre nel reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, cinque giorni dopo un’operazione alla quale era stato sottoposto a seguito di un infarto. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, chiarirà se ci siano state eventuali negligenze mediche. L’ipotesi di reato è omicidio colposo.

L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto in presenza di un esame irripetibile come quello dell'autopsia, un atto necessario per consentire a tutti i sanitari che hanno seguito il paziente di nominare i propri consulenti. Al momento, dunque, non è stata accertata alcuna responsabilità. Hanno ricevuto gli avvisi di garanzia un medico del reparto di Cardiologia e quattro di Cardiochirurgia, di età compresa tra 60 e 38 anni. In base a quanto ricostruito, Borgonsoli è stato colpito da un infarto sabato 11 novembre. Dopo l’arrivo all’ospedale di Guardiagrele, i medici hanno deciso il trasferimento d’urgenza al policlinico di Chieti. Qui, il lunedì successivo, l’ex sindaco è stato operato in Cardiochirurgia. L’intervento sembrava riuscito, tant’è che era iniziata la fase riabilitativa. Ma la situazione è improvvisamente precipitata nel tardo pomeriggio del 18 novembre, fino al decesso. I medici hanno provato a rianimarlo, ma è stato tutto inutile.

Qualche ora prima, Antonio aveva ricevuto anche delle visite di alcuni amici e nulla faceva temere un epilogo così tragico. I familiari, rappresentati dall’avvocato Marco Femminella, hanno deciso di presentare una denuncia ai carabinieri per chiedere che venga fatta chiarezza sulla morte del loro caro. Nell’esposto non c’è un’accusa esplicita nei confronti dei medici, ma la richiesta di accertare se è stato fatto tutto il possibile per salvare la vita di Antonio. Da qui l’apertura di un fascicolo da parte del pm di turno, che ha disposto l’acquisizione della cartella clinica. Nei giorni scorsi l’autopsia è stata eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio, nominato dalla Procura. L’esame, andato avanti per tre ore, avrebbe evidenziato una morte per cause cardiache. Ma occorreranno sessanta giorni per giungere a una diagnosi definitiva, considerando che saranno necessari approfondimenti istologici sui prelievi del cuore. Il consulente della Procura dovrà valutare il trattamento al quale è stato sottoposto in ospedale l’ex sindaco, accertare la conformità ai protocolli medici e l’eventuale presenza di condotte imprudenti o negligenti. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Vincenzo Di Lorenzo, Italo Colaneri e Marco Cozza. Quanto ai familiari della vittima, le parti offese sono sei: i figli Matteo, Alberto ed Enrica, la moglie Annarita Resta e le sorelle Angelina e Annamaria. Ha commosso un’intera provincia la morte di Antonio Borgonsoli, sindaco per diversi mandati (l’ultimo si è concluso nel 2014), descritto da tutti come un amministratore competente, umile e sempre pronto a collaborare con i colleghi dei paesi vicini.
Domenica 3 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:43

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