TERREMOTO

Vulnerabilità sismica delle scuole, Ricci (Pd): «il progetto è finito nel dimenticatoio»

Sabato 2 Novembre 2019
Vulnerabilità sismica delle scuole di Viterbo, «che fine ha fatto il bando?». A chiederlo è il consigliere del Pd Alvaro Ricci, che lo aveva fatto pubblicare all'inizio del 2017, quando era assessore. Oggi però se ne sono perse le tracce.

Eppure l'investimento era importante, circa 330 mila euro: riguardava 42 edifici scolastici della città, praticamente tutti. Il tema era stato affrontato quando era ancora freschissima la ferita dei terremoti che nella seconda metà del 2016 avevano sconvolto il centro Italia. Secondo Ricci non è più all'ordine del giorno. «La tanto vituperata amministrazione Michelini - dice Ricci - ci aveva pensato. Sulla verifica del grado di vulnerabilità sismica avevamo pubblicato un bando, in risposta al quale erano arrivate delle domande di tecnici specializzati: non se ne sa più nulla, qualcuno ha forse visto iniziare qualche attività di monitoraggio nelle scuole?».

L'iniziativa aveva anche un duplice scopo. «E' una cosa di straordinaria importanza, perché è il presupposto per avere finanziamenti dallo Stato per migliorare gli edifici scolastici dal punto di vista sismico e per metterli in sicurezza. Non a caso avevamo investito oltre 300 mila euro». Ricci parte da questo fatto per evidenziare la mancanza di programmazione dell'amministrazione Arena.

«Il capogruppo di Forza Italia, Giulio Marini - spiega il consigliere dem - dice di voler privilegiare gli investimenti piuttosto che buttare via soldi sulla spesa corrente. Evidentemente ha votato il bilancio obtorto collo, perché così lo ha bocciato senza mezzi termini. Ora si trovano infatti nella condizione di non aver fatto nulla». Su queste colonne, Marini spiegava di voler puntare sui tagli alla spesa corrente per avere maggiori margini di investimento. «Ma non sono stati capaci neanche di spendere in questo ambito, mentre su altri hanno messo poca copertura, si veda la piscina», dove si sta cercando di tappare il buco del pagamento delle bollette.

«Il Comune non spende in funzione dei soldi in cassa, ma della competenza. Sulla piscina si sta verificando questo: c'erano dei soldi, la spesa era certa ma l'entrata incerta. Ecco perché il ragioniere capo ha bloccato i pagamenti: tra le uscite e le entrate conclude Ricci - la corrispondenza non si è verificata al 100 per cento, quindi adesso per far quadrare i conti serve una variazione di bilancio».
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