Vendemmia negativa nella Tuscia: calo del 10% per gelo e siccità

Vendemmia negativa nella Tuscia: calo del 10% per gelo e siccità
di Luca Telli
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Venerdì 17 Settembre 2021, 10:43 - Ultimo aggiornamento: 17:49

Previsioni negative per la vendemmia, nella Tuscia calo medio stimato tra il 9-10% aumenta, di contro, la qualità. Responsabile il clima che ha condizionato la stagione: dalle gelate primaverili, soprattutto nei primi giorni di aprile, alla siccità e al caldo torrido che hanno caratterizzato l’ultima settimana di giugno e le centrali di luglio; «In mezzo, poi, ci sono state anche delle sporadiche grandinate – spiega Riccardo Cotarella della cantina Falesco -, sufficienti a danneggiare ulteriormente le vigne».

Per avere un quadro più chiaro degli effetti bisognerà aspettare la fine del mese quando, finita la fermentazione, si potrà valutare la resa degli uvaggi. Eterogena la situazione. Vanno meglio litorale e la sponda del Lago di Bolsena che guarda verso Gradoli, meno la zona Teverina nonostante la presenza di un terreno argilloso che pure meglio risponde alle sollecitazioni della siccità.

«Il calo è di circa il 50% - spiega Giuseppe Mottura, Civitella d’Agliano -. La mancanza di acqua nei mesi centrali dell’estate ha compromesso la produzione. Ci consola la qualità del vino, superiore a quello della vendemmia 2020».

 Qualità in aumento anche per Joy Kull, piccola produttrice di Gradoli e guida dell’azienda biodinamica ‘La Villana’, che in più registra un aumento della produzione. «Quest’anno dovremmo riuscire ad arrivare intorno alle 25mila bottiglie – spiega -. Geografia e esposizione del terreno ci hanno salvato dalle gelate. Le viti più vecchie, con radici più profonde, sono state parzialmente risparmiate dalla siccità. Problemi ci sono stati per le piante più giovani e per la maturazione che non è arrivata per tutti i grappoli allo stesso momento».

 Parole a cui fanno eco quelle di Filippo Lotti, titolare di un’azienda agricola che si allunga da Valentano fino al territorio di Montalto di Castro nei pressi di Vulci. «Percentuali ancora non ne possiamo dare, di sicuro la vendemmia 2021 è più positiva della precedente – spiega -. Ad agosto c’è stato da stringere i denti: abbiamo dovuto aumentare l’irrigazione dei filari ma il risultato alla fine è arrivato».

Scontato un leggero aumento dei prezzi. «Vetro, tappi e le altre materie che servono per confezionare il prodotto sono rincarate ma non sarà questo a incidere– riprende Cotarella -. A segnare un aumento dei costi potrebbe essere, piuttosto, la carenza di prodotto».

Per la Tuscia, e il Lazio in generale, è la seconda vendemmia negativa di fila: «Ma la situazione è tutt’altro che drammatica – aggiunge ancora Cotarella -. La domanda di vino è aumentata quest’anno, c’è la possibilità reale che si possa chiudere l'anno sui livelli del 2019. Se la pandemia darà tregua il 2022 potrebbe essere un anno molto positivo».

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