Viterbo, Unitus piace agli studenti: arriva la certicazione di Almalaurea

Il rettore Stefano Ubertini
di Carlo Maria Ponzi
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Lunedì 15 Giugno 2020, 12:11

Almalaurea (il consorzio Interuniversitario che rappresenta 76 atenei del Paese) dà i voti e promuove Unitus, giudicata tra le migliori università italiane per soddisfazione e avviamento al lavoro degli studenti.
 
Il lusinghiero giudizio è il risultato finale di un rapporto che ha “pesato” vari indicatori di atenei di dimensioni simili (riferiti al 2019 e relativi alle interviste effettuate ai laureati del 2018), primo fra tutti la soddisfazione degli studenti al termine del percorso di studio: il 93% di chi ha studiato a Viterbo di dice molto soddisfatto, sia per il corso di studio che per il rapporto con i docenti.
 
In particolare, la soddisfazione per il corso di studio cresce dal 91,5% al 92,7%, un incremento importante in considerazione del già elevato livello dell'ateneo. Il gradimento per il rapporto con i docenti rimane sostanzialmente stabile con un valore pari al 93,3% che colloca l'Università della Tuscia al 9° posto assoluto a livello nazionale su 72 atenei monitorati con il miglioramento di una posizione rispetto al 2018.
 
La soddisfazione degli studenti fa il paio con quella dei vertici di Santa Maria in Gradi, dove si esalta “un dato unico”: il 100% dei laureati magistrali in Biologia, Scienze agrarie ambientali e forestali, Biotecnologie per l’ambiente e la salute, entro un anno trova lavoro. Ma anche i laureati di altri corsi hanno livelli occupazionali non comuni: 90% per gli ingegneri meccanici e 93% di quelli usciti dal gruppo Economico-aziendalistico.

«Il rapporto di Almalaurea - commenta il rettore Stefano Ubertini - è importantissimo soprattutto in questi momenti gravati dall’emergenza da Covide-19. Viene ancora una volta confermata l’elevata qualità della didattica e una grande credibilità della nostra Università da parte del mondo del lavoro che ha accolto i nostri laureati. Ma i dati ci fanno riflettere anche sul gradimento da parte degli studenti della nostra organizzazione didattica sperimentata già da qualche anno». 

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