Unindustria Viterbo: «Che resilienza la Tuscia», il presidente Saggini e le prospettive per il 2022

Sergio Saggini
4 Minuti di Lettura
Martedì 28 Dicembre 2021, 15:49

Sergio Saggini, ingegnere di 44 anni, imprenditore del settore dell'edilizia, è il presidente di Unindustria Viterbo dal settembre 2020. Il bilancio per il Viterbese dell'anno che sta per chiudersi, dal suo punto di vista, non è senza ombre. Ma anche con molte luci che possono essere accese.

Quanto la pandemia ha inciso sull'economia della provincia viterbese?
«In valori assoluti nel 2020 il Pil del Lazio ha perso il 6,3% (in Italia il calo è stato del 7,1%) e a Viterbo l'1,7% (fonte Unioncamere-Tagliacarne). Si tratta di stime che andranno verificate, ma dimostrano che la nostra provincia ha dato prova di grande resilienza. Credo che stiamo risalendo la china, come dimostrano i dati Movimprese: nel 2020 abbiamo perso il 14,7% delle imprese, nei primi 9 mesi del 2021 ne abbiamo recuperate il 7,3% e ci sono segnali che nel 2023 ci sarà il recupero totale. Certo, grazie anche al Pnrr ci sarà una trasformazione del tessuto produttivo, incentrato verso imprese più digitali e più sostenibili, come richiede il mercato».

Può essere sufficiente per una effettiva ripresa?
«C'è un altro dato che mi fa ben sperare e riguarda le esportazioni. Secondo l'Istat l'export della Tuscia, nei primi 9 mesi del 2021, è stato di circa 312 milioni di euro, con un +12% rispetto ai primi nove mesi del 2019 (periodo pre-Covid). La ceramica si assesta a 84 milioni di euro, +6% rispetto al 2019: in questo settore però, come in molti altri, pesa enormemente il rincaro dei costi energetici».

Quali sono le prospettive per i prossimi mesi? L'occupazione soffrirà ancora?
«Per il futuro sono cautamente ottimista, come ogni imprenditore. Ma il Covid ci ha insegnato che l'imprevisto è dietro l'angolo. Nei primi nove mesi la domanda di lavoro da parte delle imprese viterbesi, secondo l'indagine Excelsior, ha fatto registrare un aumento del 9,6%. A tirare soprattutto le costruzioni (+46,7%), mentre soffrono ristorazione e turismo (-5,3%). Con il Pnrr però abbiamo un'occasione unica che non dobbiamo lasciarci sfuggire. Negli investimenti pubblici, facendo un raffronto tra la media 2008-2013 e il periodo 20142020, nel Lazio osserviamo un crollo del 49,2% e a Viterbo del 15,8% secondo il Centro Europa ricerche.

Crollo dovuto a quali ragioni?
«Il Lazio è stato fortemente penalizzato dalle politiche di austerità dopo la crisi dei debiti sovrani. Ora, in un contesto di politiche di bilancio non restrittive, in tutta la Regione sono in aumento i fondi pubblici per l'avvio contestuale del Pnrr e della Nuova programmazione europea. Quest'ultima metta a disposizione 1,8 miliardi per la nostra regione, a fronte dei 960 milioni della precedente».

Nella Tuscia, a Viterbo in particolare, è trainante il settore delle costruzioni: il Superbonus al 110% alimenterà l'attività?
«Come detto in edilizia la domanda di lavoro è cresciuta di quasi il 50%, lo sa bene chi fa questo lavoro. Finalmente con la manovra economica stanno arrivando regole certe, ma pesa l'aumento delle materie prime».

Infrastrutture, trasporti, turismo: anche il 2022 non promette benissimo?
«Il turismo purtroppo ancora stenta ed è il settore che più ha sofferto. L'auspicio è quello di uscire il più rapidamente possibile da questa pandemia. Sul fronte delle infrastrutture e dei trasporti per fortuna non siamo fermi. Nel 2021 registriamo l'arrivo dell'Alta velocità ad Orte, che rappresenta una svolta epocale per la Tuscia e porterà effetti benefici su tutto l'Alto Lazio».

A proposito: c'è sempre l'incognita del completamento della superstrada.
«L'anno si chiude con un'altra bella notizia, data dalla Commissaria per il completamento della OrteCivitavecchia, Ilaria Coppa, in un incontro organizzato proprio da Unindustria. Anche se l'auspicio del commissario è quello di portare avanti contestualmente l'intera tratta finale, per i 17 km che mancano, il progetto potrà prevedere due stralci funzionali: il primo da Monte Romano est a Monte Romano ovest, capace di bypassare l'abitato della cittadina, mentre il secondo riguarderà il restante tratto fino all'allacciamento con la A12. Insomma, potrebbe essere la volta buona per superare l'arco di Monte Romano».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA