Talete, entro il 23 la conferenza dei sindaci. Nocchi: «La società va salvata»

Domenica 20 Dicembre 2020
La sede di Talete

“La conferenza dei sindaci la convocherò entro il 23 dicembre. Del resto, la legge obbliga a farlo entro sette giorni dalla gine dell'anno”. Pietro Nocchi, nella sua veste di presidente dell’Ato, l’Ambito territoriale ottimale, figlia del ruolo di responsabile di via Saffi, conferma che a breve si riunirà l’assemblea dei soci di Talete. All’ordine del giorno ci sarà l’aumento tariffario proposto dall’autorità di gestione. Ma quello che significa davvero quell’odg non sta scritto su un foglio di carta: in ballo c’è il futuro stesso della società.

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I presupposti sono tutt’altro che buoni. Dopo che pezzi da novanta del centrodestra si sono sfilati dalla partita, con la Lega che tramite il senatore Umberto Fusco ha ufficializzato che non approverà i rincari, la proposta sembra sempre più destinata a naufragare. E con essa la possibilità di ricevere da Arera il famigerato prestito di 40 milioni di euro. 

Che la situazione sia alquanto delicata lo ammette in primis Nocchi. “Stiamo facendo incontri coi soci ormai da tempo perché vinca il senso di responsabilità rispetto a questa società con tanti dipendenti e tante aziende che lavorano per lei. Dobbiamo – ricorda – partire dalla consapevolezza che Talete rappresenta un pezzo fondamentale della nostra economia: come bilancio, è tra le prime sette società a livello locale. Anche per numero di dipendenti è una delle più grandi. E non dimentichiamoci che si tratta di un servizio primario da garantire ai cittadini”.

Su questi punti batte il presidente dell’Ato: “Dobbiamo fare in modo che tutti arrivino in assemblea con le idee chiare. Ribadisco che Talete va assolutamente salvata per salvaguardare i viterbesi, i lavoratori e tutti i fornitori. Ricordo, inoltre, che si tratta dell’unica società idrica pubblica del Lazio. Una società che negli anni è stata denigrata da molti. È chiaro che i sindaci saranno chiamati a fare delle scelte e ad assumersene poi la responsabilità. Quello che auspico è si arrivi a una soluzione nel migliore dei modi e con la massima condivisione”, conclude. La proposta prevede un incremento retroattivo con tariffe per il 2019 di 2,43 euro a metro cubo, per il 2020 di 2,6 e per il 2021 di 2,69.

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