Talete, assemblea dei sindaci con cda al capolinea. Forza Italia è per le dimissioni di Fraticelli

Talete, assemblea dei sindaci con cda al capolinea. Forza Italia è per le dimissioni di Fraticelli
di Massimo Chiaravalli
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Giovedì 14 Gennaio 2021, 06:35

Uno su tre è ufficialmente fuori. Antonella Stella, in quota Fratelli d’Italia, si è dimessa ieri dal cda di Talete, ma a cascata potrebbe toccare la stessa sorte anche a Giuseppe Fraticelli, Forza Italia, e al presidente Andrea Bossola. Un quadro che spingerebbe oggi l’assemblea dei sindaci a congelare la situazione – ovvero il voto sull’aumento delle bollette - in attesa di una nuova governance per la società che gestisce le risorse idriche della Tuscia.

Stella ha lasciato per due motivi: le «mutate valutazioni dei soci sulla attuale gestione della Talete - dice - con condizioni profondamente variate rispetto alle decisioni assunte nel 2019 che portarono all'insediamento di questo cda, e dalle quali ho maturato una sensazione di sfiducia e/o di distacco da parte della proprietà», e le «difficoltà che ho incontrato all'interno del consiglio e con la direzione, nell'assumere decisioni che spesso mi hanno trovato in contrasto o in posizioni sensibilmente divergenti».

Ieri sera i sindaci azzurri si sono riuniti virtualmente per definire gli ultimi dettagli. Fraticelli è stato incoraggiato da Forza Italia a seguire la stessa strada di Stella, anche non era convintissimo. E ieri sera le sue dimissioni non erano ancora sulla scrivania del presidente della Provincia Pietro Nocchi. «Considerata la scelta di Stella – spiega l’inquilino di palazzo Gentili - sembrerebbe che ci sia questa volontà anche da parte di Fraticelli. Cosa succederà in assemblea dei sindaci? Dipenderà dal fatto se ci sia o meno il cda. Conto di provare a trovare una soluzione unitaria, magari con un lavoro di coordinamento più forte. Certo, se c’è un cda i soci si confronteranno sulla sua proposta, ma esprimendosi in maniera negativa sarebbe un ulteriore segno di sfiducia».

Se invece, come in molti nell’ambiente sono pronti a giurare, non ci dovesse più essere la testa pensante della Talete, «la situazione – continua Nocchi - cambierebbe totalmente». In caso di dimissioni anche di Fraticelli, Bossola non potrebbe continuare da solo. Con un cda dimissionario, oggi si dovrebbe prendere atto che non è il caso neanche di parlare di aumento delle bollette. E quindi la partita sarebbe rimandata all’insediamento del prossimo cda. O amministratore unico, perché pure sulla struttura della nuova governance le posizioni non sono unitarie, nonostante la terna – presidente più due membri consiglieri - resti l’opzione prevalente lungo il nuovo asse Pd-Forza Italia (lo stesso della nuova maggioranza in Provincia). 

Con questo scenario i tempi si allungherebbero: si dovrebbe infatti attendere, quindi valutare, il piano industriale dal prossimo cda.

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