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«Una croce pesa troppo, se si è soli», la canzone degli Hotel Supramonte per dire addio a Roberto Galli

Roberto Galli (a sin.) coi Costa Volpara
di Regina Villa
4 Minuti di Lettura
Domenica 29 Marzo 2020, 07:50

La musica, quella che per lui faceva rima con vita, almeno pubblicamente non ha potuto accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. Il coronavirus gli ha tolto persino quello: dopo la voglia di andare avanti, anche la possibilità di essere salutato dai suoi cari. Funerali vietati, ieri solo i parenti più stretti hanno accompagnato Roberto Galli al cimitero di Blera.

Coronavirus, morto suicida Roberto Galli batterista del gruppo Costa Volpara: non ha retto la solitudine dell'isolamento

Il batterista dei Costa Volpara, impiccatosi giovedì sera nella casa dei genitori dove stava trascorrendo l’isolamento insieme alla figlia 13enne, se ne è andato a 47 anni sommerso comunque dall’affetto di centinaia di persone. Chi lo conosceva bene, non riesce ancora a spiegare il perché del suo gesto estremo se non un malessere latente esploso con la clausura forzata di queste settimane. “Purtroppo, è una vittima dell’isolamento e di questa situazione inumana che toglie i punti di riferimenti di una vita. Lui, la persona più dolce, positiva e buona che abbia avuto il piacere di conoscere. Ognuno di noi avrebbe voluto essere lì con Roberto. Non c’eravamo fisicamente ma coi cuori tutta Blera alle 15 batteva all’unisono per lui”, assicura il sindaco Elena Tolomei. Un messaggio alla famiglia è arrivato anche da Fabio Latini, omologo di Villa San Giovanni in Tuscia.

Tanti, tantissimi, hanno affidato il proprio commiato ai social. Come la ex moglie, Barbara Ghiloni, cantante molto conosciuta a Viterbo: “Caro Ro’, oggi – scrive - ti saluterò per l’ultima volta ma non sarà un addio, perché dovremo continuare a parlare di nostra figlia. Ti chiederò se le mie decisioni sono giuste, la vedrai crescere e diventare una grande donna. Nei mie pensieri sarai sempre cosi, dietro quella batteria che era la tua vita, il tuo mondo. Tanti anni insieme, il nostro rapporto sempre di stima reciproca. Ora fai sentire lassù le tue melodie, il tuo ritmo. Ora sei libero”. E, infine, una promessa: ”Ce la metterò tutta per lei...”. Lei è Alisia, la figlia che l’ha trovato senza vita insieme ai nonni.



A lui dedica una preghiera in note Luca Cionco, la voce degli Hotel Supramonte, gruppo riconosciuto dalla Fondazione De Andrè. Una preghiera per lui e per Massimo Stendardi, il batterista dei Fiori Neri, cover band dei Nomadi, morto ad agosto del 2017 dopo una lunga malattia. “Non ci sarà nessuno a salutarti. Te ne sei andato da solo in questo viaggio. Ci potevi avvisare, senza tenerci all’oscuro”. E ancora: “A volte una croce pesa troppo, soprattutto se si è soli. Ciao Robè”. E, infine, un pensiero alla coppia di batteristi: “A voi due, i due sorrisi, entrambi in 4/4 che giocano e irridono la morte”.

Il suo amico di sempre, Antonello Budano, fondatore dei Costa Volpara, lo ricorda insieme a Marco Regni, il bassista del gruppo scomparso per una leucemia nel 2009. “A volte penso che il nostro sia un gruppo maledetto”, dice al telefono con un filo di voce. Ieri su Facebook si sfogava così, parlando di e con loro due: ”Roberto Galli e Marco Regni non si sono mai trovati dentro la Costa Volpara. È stata persino una staffetta mancata. Ma se penso al groove che quella batteria e quel basso ora insieme stanno tirando fuori, non posso che provare invidia per i battiti che non posso cavalcare con la mia voce e per l'energia che vi state perdendo ora. Per il resto di tutti i nostri anni”.

Che fosse conosciutissimo in tutta la Tuscia lo dimostra anche il pensiero che gli ha rivolto la Proloco di Caprarola: “Con immenso dolore e sgomento, apprendiamo la notizia della scomparsa di Roberto Galli. Professionista, talento unico, vogliamo ricordarti così, durante quella splendida serata, piena di musica ed emozioni al nostro teatro don Paolo Stefani”.
 
 

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