Buttafuori accusato di stupro e sequestro di una 17enne, ma il processo è a rischio

Aula di Tribunale
di Maria Letizia Riganelli
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Mercoledì 1 Dicembre 2021, 06:40

E' accusato di aver stuprato e sequestrato una 17enne, buttafuori 21enne “forse” incapace di intendere e volere. Forse, perché ieri la perizia del medico legale Alessandro Pinnavaia non ha convinto pienamente Procura e parte civile, che hanno chiesto un’integrazione di esami con uno specialista della materia. Il collegio del Tribunale deciderà cosa fare solo il prossimo 15 dicembre.

Due anni fa un ragazzo di Pomezia impiegato in un’agenzia di sicurezza incontra in una discoteca del Viterbese una giovane minorenne. E dopo una ricerca sui social inizia a chiederle di vedersi e di uscire. Sembra il ragazzo perfetto, quello che tutti i genitori sognano per le loro figlie. Ma il bel giovanotto in realtà ha un piano diabolico: in poco tempo l’imputato si sarebbe infilato in casa della ragazza affermando di essere il suo fidanzato. E manipolandola l’avrebbe costretta a seguirlo in un motel, dove sarebbe stata stuprata per diversi giorni.

A capire che qualcosa non andava sarebbero stati i genitori della 17enne. La ragazza aveva lividi sulle braccia e non era più la stessa. Il giovane percependo che il suo piano iniziava a incrinarsi avrebbe iniziato a minacciare la giovane, e tutti i suoi parenti compresi genitori e fratelli. Non solo, in un momento di ira, si sarebbe scagliato con violenza anche contro i “suoceri”. Scatto che gli è costato l’arrivo dei carabinieri e il primo arresto. Il 21enne di Pomezia per questi fatti è stato arrestato due volte, la prima a dicembre 2019 e poi nuovamente nella primavera del 2020.

L’imputato difeso dall’avvocato Luigi Mancini, oltre che di violenza sessuale, deve rispondere anche di sequestro di persona, rapina e lesioni, con l’aggravante della crudeltà. Al momento è ristretto in una struttura terapeutico-riabilitativa dei Castelli Romani. Ma sembrerebbe che neanche quello sia il posto giusto dove l’imputato, tuttora in regime detentivo, possa stare.

«Ha tentato di suicidarsi - ha piegato il perito Alessandro Pinnavaia - ha atteggiamenti autolesionisti. Ha un grave disturbo della personalità anche a fini manipolativi. Ritengo la sua capacità di intendere e volere grandemente scemata al momento del fatto, mentre oggi è totalmente incapace. La sua labilità psichica lo rende un manipolatore della realtà e delle persone, come hanno ampiamente dimostrato i fatti».

La perizia del medico legale però non avrebbe convinto pienamente la pm Chiara Capezzuto che ha chiesto al collegio di integrare il lavoro con uno psichiatra che possa chiarire ulteriormente alcuni punti. Il collegio, presieduto dal giudice Eugenio Turco, deciderà sul punto alla prossima udienza. Fissata per il 15 dicembre.

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