Ponte del 25 aprile la Tuscia scommette sul tutto esaurito

Palazzo dei Papi
di Luca Telli
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Sabato 23 Aprile 2022, 09:20 - Ultimo aggiornamento: 24 Aprile, 13:24

Ponte del 25 aprile verso il tutto esaurito nella Tuscia. Circa il 75 per cento i posti letto già occupati, numeri destinati ad aumentare nelle prossime ore sulla spinta del turismo last minute. Conferme per il litorale e i laghi, bene le terme, in crescita i dati su Viterbo città. Tra il 10 e il 15 per cento del totale sarà rappresentato dal turismo straniero, «le nazioni europee più presenti sono Regno Unito, Francia e Belgio spiegano dall'ufficio turistico di Viterbo -. Fuori dall'Unione, invece, Stati Uniti con sporadiche presenze dall'Australia, Brasile e penisola scandinava». Dall'Italia «si assiste ad un boom dalla Lombardia. In aumento anche le presenze da Marche, Toscana e basso Lazio. La sorpresa arriva dal Piemonte, una regione che dimostra di apprezzare sempre di più la Tuscia».


Oltre Viterbo, le richieste dei turisti si concentrano su Civita di Bagnoregio, il giardino all'italiana di Villa Lante, Tarquinia con il sito Unesco della necropoli di Monterozzi e il sacro bosco di Bomarzo. Da segnalare il dato del tempo medio di soggiorno, salito a più di due notti complice il calendario che allunga la durata del ponte alla giornata di lunedì.


Soddisfatti i ristoratori: «Dopo una Pasqua sopra le righe ci aspettiamo un'alta affluenza anche per questo weekend spiega Mario Di Dato, titolare del ristorante o'Sarracino di via Cavour -. Le prenotazioni continuano ad arrivare». Soddisfatti anche gli imprenditori del settore ricettivo alberghiero ed extra alberghiero (bed and breakfast e agriturismi). «C'è la sensazione che la ripresa sia arrivata dicono dall'Hotel Tuscia di via Cairoli -. Già da qualche giorno l'hotel ha raggiunto il massimo della sua capacità».

Aspetta a cantare vittoria il presidente di Confesercenti Viterbo, Vincenzo Peparello: «Se da una parte le premesse per il ponte sono più che buone, dall'altra bisogna considerare che per tornare ai ritmi pre pandemici dovremo aspettare». Tra le note positive Peparello sottolinea il ritorno del turismo organizzato: «I nostri associati ci confermano la presenza di comitive e bus. Arrivano soprattutto dall'Italia ma, per ora, possiamo accontentarci. Adesso tutto il comportato turistico deve fare un salto di qualità: aumentare il livello di gradimento dell'accoglienza ci permetterà di uscire prima dalla crisi. Più i turisti si sentono a casa e più cresce la possibilità di fidelizzarli e vederli tornare nei prossimi anni».
 

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