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Viterbo, torna la tassa sui tavolini, bar e ristoranti in allarme: «Una mannaia in questo momento»

Viterbo, torna la tassa sui tavolini, bar e ristoranti in allarme: «Una mannaia in questo momento»
di Luca Telli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 4 Febbraio 2022, 11:13 - Ultimo aggiornamento: 17:27

Tosap e Cosap, il tempo sta per scadere. Dal primo aprile per i titolari di bar e ristoranti (e anche per i commercianti ambulanti) torna la tassa sui tavolini all'esterno. L'ultimo stop, previsto per agevolare i commercianti, colpiti dalle ripercussioni economiche delle misure restrittive dovute all'emergenza coronavirus, era arrivato con la Legge di Bilancio votata lo scorso dicembre: una proroga di tre mesi, fino al 31 marzo, per rispondere alle richieste delle imprese e delle associazioni di categoria. Che ora vedono il ritorno della tassa per l'occupazione del suolo pubblico come fumo negli occhi.

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«Arriva nel momento peggiore dice Simone Tribuzi, del bar Mama's nella frazione di La Quercia - perché non è il caso di chiedere uno sforzo ulteriore, dopo due anni di sacrifici. Siamo arrivati al punto che anche una piccola scossa è in grado di creare dissesti». Dissesti in crescita per colpa della penuria di clienti: «Credo che dopo 24 mesi di pandemia, e una campagna vaccinale massiccia, sia il caso di cambiare il sistema delle quarantene e abbassare il livello dell'allarme», spiega Tribuzi. Senza tralasciare l'ondata di rincari con i prezzi in costante aumento da marzo dello scorso anno.

Secondo le stime preliminari dell'Istat, il mese scorso l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, ha registrato un aumento dell'1,6% su base mensile (qui il massimo era addirittura del 1983) e del 4,8% su base annua, in forte accelerazione dal +3,9% del mese precedente. Una spinta arrivata soprattutto dal caro energia.

«Luce a gas sono fuori controllo e si parla di tornare a pagare la Tosap dice Stefano Achilli, dell'Hosteria Olio d'oliva - ma la situazione, se ancora non fosse chiaro, è grave. A novembre la spesa per l'energia era stata di circa 1.000 euro, ma a dicembre è stata superiore di quasi 600. In più c'è l'aumento dei beni alimentari: perfino la farina per la pasta è schizzata alle stelle». Dato, quest'ultimo, confermato sempre dall'Istat che sottolinea l'accelerata: da +2,4% dicembre a + 3,2% di gennaio. «Non abbiamo bisogno di nuove tasse conclude Achilli - ma di impegni seri per abbassare i costi delle materie prime. Diversamente ci sono soltanto due strade davanti a noi: o aumentare i prezzi per i clienti, oppure chiudere».

Sulla Tosap ha una sua idea Mario Di Dato, chef e proprietario del Ristorante O Sarracino di via Cavour. «Con la fine dell'emergenza credo sia giusto dare un valore al suolo pubblico. Bisogna però tenere conto della stagione dalla quale stiamo lentamente uscendo. La somma, quindi, dovrà essere calcolata in un importo che permetta a noi di ripartire, di mantenere posti di lavoro e al Comune di mettere a reddito dei metri quadrati in maniera più vantaggiosa di quanto farebbe un parking a pagamento».
 

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