Rifiuti, ecco quanto si pagherà la Tari. Sindaco assente in commissione: niente voto

Rifiuti, ecco quanto si pagherà la Tari. Sindaco assente in commissione: niente voto
di Massimo Chiaravalli
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Sabato 26 Giugno 2021, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 14:30

Si pagherà un po’ di più, per via del Covid e dell’aumento dei costi di conferimento in discarica. Se la Tari non è lievitata in maniera più consistente è grazie al contributo dello Stato, che ha messo 640 mila euro. Per il resto, in media costerà il 4,6 per cento più dell’anno scorso. Ma sul Pef (Piano economico finanziario) dei rifiuti è già polemica: ieri mattina in commissione il sindaco Giovanni Arena, che detiene la delega, non era presente. La delibera non è stata quindi votata e andrà direttamente in aula martedì prossimo.

I Pef 2020 e 2021 a confronto: la cifra secca è rispettivamente di 11 milioni e 693 mila euro contro gli attuali 12 milioni e 231 mila. A questi vanno sottratte alcune voci tra cui i contributi del Miur (55 mila e 53 mila euro) e il recupero evasione Tari, che è passata dai 143 mila euro del 2019 ai 130 mila del 2020. E per l’anno in corso anche i 640 mila euro dello Stato. Alla fine, se l’importo da finanziare con la Tari l’ultima volta era arrivato a 11,4 milioni, oggi è 11,1.

E qui si arriva agli importi per ogni settore, divisi tra quota fissa e variabile. Per le abitazioni, passa da 1,67 a 1,68 euro al metro quadrato. Prendendo ad esempio una famiglia di quattro persone, l’aumento della quota variabile delle utenze domestiche cresce da 123,23 euro a 132,55. Quella dei bed & breakfast da 168,41 a 181,16. Per scuole, luoghi di culto, musei, biblioteche e associazioni la quota fissa al metro quadro resta di 1,34 euro, mentre la variabile aumenta da 0,52 a 0,61.

I ristoranti, pub e pizzerie? Fissa da 8,76 a 8,75, ma variabile da 3,69 a 4,30. Bar e pasticcerie? Fissa immutata a 7,66, variabile però in crescita da 2,97 a 3,46. Per le attività produttive però scatteranno le agevolazioni, dal 20 al 50 per cento, a favore di quelle che hanno subito le chiusure a causa della pandemia.

Intanto è già polemica. «In commissione – dice il capogruppo del Pd Alvaro Ricci – il sindaco non si è presentato. E si ostina a tenere la delega». Il dirigente Eugenio Monaco invece per motivi personali a un certo punto si è dovuto assentare. E così Sergio Insogna (Fondazione) ha proposto di rinviare la discussione in aula.

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