I comuni più ricchi secondo i 730: Monterosi e Viterbo in cima alla classifica. Onano in coda

Vista di Monterosi
di Luca Telli
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Martedì 27 Luglio 2021, 11:58 - Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 13:29

Reddito medio, Viterbo guida la classifica in provincia. Onano fanalino di cosa. Monterosi il paese in cui si registra il numero più alto dichiarazioni di importo superiore ai 120mila euro: lo 0,9% del totale contro lo 0,6% di Viterbo. Su base regionale la Tuscia si piazza al terzo posto: 18.292 euro in media, dato identico a quello di Latina, davanti a Frosinone, 18.098, e dietro a Rieti, 19.376, e l’area metropolitana di Roma che supera i 25mila euro.

A fornire il dato è un’indagine che tiene conto dei modelli 770, Unico e 730 del 2020 (relativi ai redditi del 2019) portata avanti da Uil Lazio e dell’istituto di ricerca Eures su dati Mef: ‘Composizione, dinamiche e disuguaglianze nella distribuzione dei redditi tra i cittadini di Roma e del Lazio’.

A ruota del capoluogo (21.732 euro in media), Vitorchiano (21.386 euro), Monterosi (20.840 euro), Sutri (20.281 euro) e Orte (20.278 euro). In coda Ischia di Castro (14.659 euro), Arlena di Castro (14.587 euro), Canino (14.440 euro), Tessennano (13.953 euro) e Onano (13.883 euro).   

Una classifica che resta pressoché invariata in termini di contributo Irpef. Guida Monterosi con un ammontare medio per dichiarante pari a 5.440 euro nel 2020 e un’aliquota media pari al 26,1%, seguito da Viterbo (5.409 euro, che rappresentano il 24,9% dei redditi dichiarati); anche in questo caso è Onano a chiudere la classifica, con un ammontare pari a 2.835 euro e un’aliquota media che raggiunge il 20,4%.

Per due comuni, Viterbo e Monterosi, in cui si concentra parte della ricchezza della provincia: «qui le dichiarazioni di importo superiore a 75 mila euro annui rappresentano il 2,7% del totale, assorbendo rispettivamente il 13,5% e il 16,6% del totale dei redditi dichiarati», spiega il segretario provinciale della UIL Giancarlo Turchetti, c’è una fetta, complice la popolazione ridotta e in larga parte composta da over 60, che arranca.

«Sono 6 i comuni dove non si rintracciano residenti ad alto reddito – aggiunge Turchetti -. Comuni che diventano 25 se vengono prese come riferimento le sole dichiarazioni di importo superiore a 120 mila euro». Preoccupazioni che il dossier amplifica analizzando lo spaccato lavorativo che emerge. «Dal dossier -aggiunge Turchetti - si scopre come le dichiarazioni dei redditi presentante nel 2020 facciano riferimento per il 52,5% al lavoro dipendente, il 36 per cento da pensioni, soltanto il 2,2 per cento da lavoro autonomo».

 Per il segretario UIL «segno che il sistema fiscale necessita di una riforma ormai non più rinnovabile, più equa e meno discriminatoria. Non a caso la confederazione ha avanzato proposte anche per contrastare l’evasione fiscale, chiedendo al governo di istituire una apposita Authority, l’incrocio delle banche dati, redditi controllati almeno ogni cinque anni e il sostituto d’imposta per i redditi da lavoro autonomo».

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