Rapina alla gioielleria Bracci, definitiva la condanna a 8 anni per l'ex camorrista

Giustizia
2 Minuti di Lettura
Venerdì 4 Giugno 2021, 21:25 - Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 14:36

Rapina alla gioielleria Bracci, definitiva la condanna per Ignazio Salone. L’ex camorrista dovrà scontare 8 anni e 8 mesi di reclusione. L’imputato aveva presentato ricorso in Cassazione. Ricorso basato sulla girandola di avvocati nominati all’ultimo minuto.

Ovviamente la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna a 8 anni e 8 mesi inflitta in primo grado il 5 novembre 2018. Il 13 marzo dello stesso anno, all’ora di pranzo, due coppie di esperti rapinatori - i coniugi Salone e i coniugi Grancea - entrarono nel negozio di preziosi di via del Corso. Gli uomini armati di pistola dentro a razziare la gioielleria, le donne fuori a fare da palo.

A organizzare il colpo, come è stato scoperto solo mesi dopo, sarebbe stato il boss di mafia viterbese Giuseppe Trovato con la complicità dell’imprenditore Antonio Loria. Sarebbero stati loro ad “arruolare” l’esperto dei colpi. Salone non è nuovo alle rapine e ai tribunali. Pentito di camorra, dopo avere messo a segno una cinquantina di colpi nella Tuscia tra il 2010 e il 2014, avrebbe svelato i collegamenti con un'associazione camorristica di base a Montalto di Castro.

Nonostante l’esperienza di Salone, quel 13 marzo, nel negozio a Corso Italia, qualcosa va storto. Pistola alla mano i rapinatori intimano a tutti di sdraiarsi a terra. E mentre trafugano soldi e gioielli immobilizzano un dipendente con lo scotch ai polsi. Il proprietario, approfittando di un attimo di distrazione, estrae la pistola e spara colpi in aria. Salone tenta di rispondere al fuoco ma la pistola si inceppa. Preso dalla rabbia colpisce il proprietario nel tentativo di disarmarlo.

I 4 si danno alla fuga, ma vengono arrestati il giorno dopo a Montalto di Castro. I rapinatori sono tutti dietro le sbarre. Per i due mandanti invece il processo deve ancora iniziare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA