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Il piccolo Matias, il prof Angeletti e centianaia di vittime di violenza, mai così tanti delitti nella Tuscia

Centro storico Viterbo
di Maria Letizia Riganelli
4 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Dicembre 2021, 07:05 - Ultimo aggiornamento: 20:12

Crimini e delitti, mai così tanti come nel 2021. Sarà stata la pandemia, che ha influito sia psicologicamente sia economicamente, ma un anno così violento nel Viterbese non si era mai visto. Nei 12 mesi appena trascorsi spicca la valanga di maltrattamenti in famiglia.

Una valanga che conta davvero troppe denunce: 103 quelle presentate in Questura, 80 quelle ai carabinieri. Donne, bambini e figli che hanno richiesto l’aiuto delle forze di polizia sono davvero troppi e spesso insospettabili. Per ognuno di loro c’è stato un carabiniere, un agente pronto all’ascolto e, con l’aiuto della Procura, ad avviare un percorso nuovo. In una casa lontana senza più liti e violenza per ogni piccolezza andata storta. Difficile non menzionare in questo anno così atipico i 4 omicidi.

A partire dall’omicidio-suicidio di Castel Sant’Elia, dove un padre di due figlie ha deciso di uccidere la moglie che non lo voleva più in casa. Una fucilata dritta al cuore. E poi il colpo mortale su se stesso. Impossibile dimenticare il volto sorridente del piccolo Matias. Sgozzato dal padre con un coltello da cucina. Da quel padre che i carabinieri erano riusciti ad allontanare da casa.

Follia omicida anche quella di Claudio Cesaris arrivato da Pavia nella Tuscia con l’ossessione per una donna. Ossessione che l’avrebbe portato a sparare un colpo di pistola alla testa del professor Dario Angeletti. E infine la lite domestica tra coinquilini nigeriani la sera della vigilia di Natale. Dove un ragazzo di 28 anni è morto con una coltella all’addome.

Che fosse un anno complicato lo si era capito fin dal principio. L’anno che sta finendo si era aperto con un tentato omicidio. Quello di una donna polacca di cinquant’anni che con la valigia pronta stava lasciando il compagno. Sfogliando il calendario però balzano agli occhi anche diverse operazioni. Dall’inchiesta per disastro ambientale sul lago di Bolsena, a quella chiamata “Cappuccetto rosso”, che ha restituito al loro habitat piccoli lupi fatti passare per cani da un allevamento dell’Alta Tuscia.

Il lavoro senza sosta delle forze dell’ordine ha portato anche a scoprire diversi casi di caporalato. Tra i tanti spicca quello dell’operazione Petrol Station della Squadra Mobile. A finire nei guai la famiglia Salzillo. Secondo quanto accertato sfruttavano lavoratori immigrati reclutati davanti ai supermercati per farli lavorare per pochi soldi nelle loro pompe di benzina. Il processo è appena iniziato. Anno del riscatto lo è stato invece per Andrea Landolfi, il trentenne romano dopo decine di udienze è stato assolto dall’accusa di omicidio della fidanzata Maria Sestina Arcuri. Il caso però non è ancora archiviato.

Quest’anno è arrivata anche la sentenza di primo e secondo grado per l’omicidio di Norveo Fedeli. Il 2021 è stato anche l’anno che ha tagliato le gambe alle ambizioni politiche di Flaminia Tosini. L’ex dirigente regionale ed ex assessore del Comune di Vetralla è rimasta coinvolta nell’inchiesta sullo smaltimento illecito dei rifiuti nel sud del Lazio. Finendo, per un breve periodo, anche agli arresti domiciliari.

Guai a non finire sono quelli collezionati anche dai capi di mafia viterbese che in questo 2021 hanno ricevuto la conferma della condanna in appello. Non solo, Ismail Rebeshi è stato condannato in altri due operazioni collezionando altri 20 anni di detenzione. Giuseppe Trovato è finito doppiamente alla sbarra, per rapina e ricettazione. Da non dimenticare il rave di queste estate a Valentano che ha ospitato seimila ragazzi sul lago di Mezzano facendo lavorare centinaia di carabinieri e poliziotti.

E ancora rapine e tanta droga. Maxi il sequestro dei giorni scorsi a Nepi, dove i carabinieri di Civita Castellana hanno scoperto il magazzino della droga: 170 i kg di stupefacente sequestrati. Ultimo ma non per importanza il caso Hassan. Il ventenne egiziano è morto dopo un tentativo di suicidio in carcere a Viterbo due anni fa. Ma la sua morte ha ricevuto eco e attenzione solo in questo anno, quando istituzioni, avvocati e ong hanno puntato i piedi per chiedere giustizia e verità.

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