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Picchia i figli e li costringe a dormire fuori casa, 15 anni di violenze: allontanato padre violento

Polizia
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 16 Febbraio 2022, 06:45 - Ultimo aggiornamento: 18:54

Picchia i figli e li costringe a dormire fuori casa. Scatta il divieto di avvicinamento per un 56enne romeno che per 15 anni ha maltrattato la sua famiglia.

Il provvedimento è stato eseguito la scorsa settimana dalla Squadra mobile, al termine di un’indagine scaturita dalla denuncia della moglie. La donna all’ennesimo atto violento del marito ha deciso di presentarsi in Questura a chiedere aiuto, per lei e per i suoi due figli minorenni. Secondo quanto ricostruito dagli agenti il 56enne, accusato di maltrattamenti contro familiari e lesioni aggravate, avrebbe minacciato e maltrattato i membri della sua famiglia dal 2007 fino a oggi. Li avrebbe sottoposti a costanti violenze fisiche e psicologiche e azioni vessatorie e minatorie.

«Nel corso dell’ultimo episodio - spiega la polizia - l’indagato, in preda ad uno stato di esaltazione dovuto all’eccessivo consumo di sostanze alcoliche, si è accanito contro il figlio 15enne colpendolo più volte alla nuca e alle braccia e minacciandolo di morte». Il minore, in seguito alle percosse ricevute, ha riportato ecchimosi ed escoriazioni su varie parti del corpo, rendendone necessario il ricovero all’ospedale di Viterbo. L’uomo avrebbe colpito il figlio a mani nude e lo avrebbe minacciato di usare il coltello.

Non solo, sfruttando l’assenza della madre fuori casa per lavoro, avrebbe costretto i figli a uscire di casa in piena notte. I due minorenni avrebbero passato la notte in una rimessa vicino alla casa. Il mattino successivo la madre li avrebbe trovati e dopo aver scoperto tutto si è decisa a chiedere aiuto. Con il provvedimento l’autorità giudiziaria ha disposto nei confronti dell’uomo anche il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese.

Nei giorni scorsi la divisione anticrimine della Questura di Viterbo ha eseguito per la prima volta l’installazione del braccialetto elettronico antistalking, nei confronti di un altro uomo colpito da un’ordinanza. Il braccialetto antistalking viene applicato all’autore del reato, mentre un ulteriore dispositivo, simile a uno smartphone, è consegnato alla parte offesa: a quest'ultima suona un allarme ogni qualvolta l’autore del reato, che indossa il braccialetto, dovesse avvicinarsi entro un raggio di distanza minima al dispositivo collegato.

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