Molestatore serieale di bambine, la psicologa: «Le vittime sono attendibili»

Il pakistano ripreso dalle telecamere di sorveglianza
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Molestatore seriale di bambine, le piccole vittime sono attendibili.
Ad affermarlo la psicologa, nominata dal Tribunale, dopo che la difesa aveva sollevato il problema. L’avvocato del presunto pedofilo aveva chiesto una perizia per valutare se fosse state condizionate. 
Il molestatore, accusato di violenza sessuale su minori, è ristretto a Mammagialla da diversi mesi.
La misura cautelare è stata disposta dal gip del Tribunale di Viterbo dopo che tre 16enni, durante l’incidente probatorio, lo hanno riconosciuto come l’autore di molestie.
L’indagine della Squadra mobile, coordinata dalla pm Chiara Capezzuto, inizia un anno fa, quando diverse bambine, accompagnate dai genitori, si presentano in Questura per denunciare episodi di violenza
Le storie che raccontano sono tutte molto simili. In centro c’è un uomo che prende di mira le ragazzine, le segue e quando sono in prossimità delle loro case le spinge dentro i portoni e prova ad abusare di loro.
Nessuna delle presunte vittime ha subito violenza sessuale perché ogni tentativo sarebbe stato stoppato dalle stesse ragazze che sono sempre riuscite a fermarlo.
Dopo le denunce il pakistano, riconosciuto grazie alle descrizioni e alle telecamere di sorveglianza sparse in città, viene arrestato.
A luglio scorso le tre piccole vittime sono state sottoposte a incidente probatorio. Lo stesso giorno si è tenuto anche il confronto all’americana. Ovvero l’indagato è stato messo dietro un vetro unidirezionale insieme ad altre persone e le ragazze devono riconoscerlo. Ma nessuna di loro con certezza ha affermato di riconoscerlo. Il trentenne, assistito dall’avvocato Marina Bernini, pochi giorni dopo viene scarcerato. Ma le indagini continuano e in Questura arrivano altre segnalazioni.
Ci sono altre tre ragazze che negli uffici di viale Romiti lo riconoscono con certezza. Proprio per questa lunga sequenza di testimonianze, tutte molto simili, la difesa aveva chiesto l’ausilio di uno psicologo. 
Ora però si è giunti alla svolta. E acquisita la perizia sull’attendibilità la Procura sarebbe pronta a chiedere il giudizio immediato per il pakistano. 
L’uomo, fin dal primo giorno, ha detto di essere innocente: «Io di questa storia non so niente, non sono io il pedofilo».

Sabato 16 Maggio 2020, 13:01
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