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Ucciso a colpi di pistola in un agguato, caccia al killer

Salvatore Bramucci
4 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Agosto 2022, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 15:49

Lo hanno aspettato a poca distanza da casa e gli hanno sparato almeno tre colpi di pistola, che hanno infranto il parabrezza della sua auto e lo hanno raggiunto alla testa e alla spalla sinistra. La vittima, Salvatore Bramucci di 58 anni, stava scontando presso la sua abitazione una pena a 3 anni e 4 mesi per usura ed estorsione, ma era autorizzato a uscire per sei ore al giorno. «Chi lo ha ucciso doveva conoscere i suoi orari, lo stava aspettando: è stato un agguato» ha detto a caldo il suo avvocato, Giuliano Migliorati, presente ieri mattina sul luogo del delitto.

I FATTI

L’allarme è stato dato da un passante intorno alle 10,30 di ieri mattina. L’auto di Bramucci, una Chevrolet Captiva, era ferma sul bordo della carreggiata, all’incrocio tra due strade sterrate. Bramucci intorno alle 8,20 era uscito di casa, nella contrada Madonna di Loreto, e aveva percorso il viottolo che porta alla strada provinciale Molinella (la via che collega Soriano nel Cimino con la superstrada). Qualcuno lo stava aspettando, però, ed era pronto a sparargli da distanza ravvicinata. Il modo in cui l’assassino ha agito, insieme al passato della vittima, fanno appunto pensare a un’esecuzione.

LE INDAGINI

Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Soriano, del Reparto operativo e del Nucleo investigativo di Viterbo che hanno avviato le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Massimiliano Siddi. Oltre alle risposte attesa dall’autopsia, che sarà effettuata a breve, gli investigatori hanno cominciato subito a visionare le telecamere presenti nella zona, per cercare tracce dell’assassino. Quella zona di campagna non è coperta dalla videosorveglianza, ma per arrivarci l’assassino potrebbe essere stato ripreso dalla telecamere di un distributore di benzina o di un centro sportivo, che si trovano nelle vicinanza, o magari da quelle del Comune lungo la strada provinciale. Tutte le immagini saranno passate al vaglio degli investigatori, come pure la vita complicata della vittima, alla ricerca di qualcuno che poteva volerlo morto.

Bramucci, che avrebbe compiuto 58 anni il prossimo settembre, era originario di Civitavecchia, dove aveva vissuto nel quartiere di Campo dell’Oro, ma da molti anni ormai viveva nelle campagne di Soriano nel Cimino, con la moglie e due figli maschi di 17 e 19 anni. Grande appassionato di cani (aveva anche un allenamento) aveva avuto problemi con la legge: gli ultimi risalgono al gennaio del 2021, quando aveva patteggiato la condanna per usura ed estorsione.

I PRECEDENTI

Salvatore Bramucci era stato arrestato l’ultima volta il 9 gennaio 2020 al termine di un’operazione della Squadra mobile di Viterbo, insieme a un ex agente della polizia penitenziaria. Secondo le accuse mosse dalla Procura, i due avrebbero messo a segno diverse estorsioni in alcuni centri della provincia tra il 2011 e il 2015 e avrebbero anche gestito un giro di prestiti a usura che avrebbe fruttato almeno 200 mila euro. Chi non pagava, veniva minacciato: era emerso, ad esempio, il caso di una vittima avvicinata dai due; mentre uno gli parlava, l’altro infilava il caricatore in una pistola. L’indagine era nata in seguito alla denuncia di una vittima, che non era stata in grado di pagare e aveva subito pesanti minacce. Durante le indagini erano stati sequestrati 10 mila euro in contanti e 5 orologi di valore. L’ex agente aveva chiuso i conti con la giustizia con una condanna a un anno e 8 mesi, mentre Bramucci nel gennaio 2021 ha patteggiato 3 anni e 4 mesi, da scontare appunto presso la sua abitazione.
Le cronache si erano già occupate di Bramucci nel 2007, quando era stato arrestato per furto e ricettazione insieme ad altre due persone. Ma già in quella occasione i carabinieri che avevano condotto le indagini avevano scoperto anche un altro giro di usura. La banda rubava macchinari nei cantieri edili e poi li rivendeva ad altri imprenditori. Le rivendeva con le buone, ma anche con le cattive: in un’occasione, infatti, un commerciante viterbese avrebbe subito minacce per acquistare un caterpillar da 50 mila euro (da qui anche l’accusa di estorsione). Inoltre Bramucci era stato accusato di usura per avere prestato poche migliaia di euro, con tassi che raggiungevano oltre il 260 per cento. Parte della refurtiva era stata rinvenuta a Civitavecchia.

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