Tentato omicidio di via della Pettinara, i due giovani condannati a 8 anni e 8 mesi con l'abbreviato

Sabato 12 Settembre 2020
Roberto Vestri e Michele Montalbotti

Picchiarono un uomo lasciandogli danni permanenti, ventenni viterbesi condannati a 8 anni e 8 mesi. 
E’ arrivata ieri mattina la sentenza per il tentato omicidio e rapina aggravata di via della Pettinara. Una sentenza durissima per Michele Moltabotti e Roberto Vestri. Il gup Rita Cialoni gli ha inflitto quasi 9 anni di carcere a testa. Nessuna distinzione tra i due e nessuna attenuante riconosciuta. L’unico sconto che hanno ricevuto è quello per la scelta del rito abbreviato.

Esattamente undici mesi fa Vestri e Montalbotti erano in giro a piazza della Rocca. Erano da poco passate le 20 di una normale domenica d’autunno, quando hanno notato un uomo di mezza età, solo, che entrava in via della Pettinara. Una traversa della piazza che conduce al groviglio di vicoli del centro storico. In pochissimi minuti, complice l’alcol e la droga che avevano in corpo, i due hanno deciso di rapinarlo per tirare su qualche soldo da continuare a spendere in stupefacenti. I due, alzato il cappuccio della felpa sulla testa, si sono diretti contro la vittima scelta.

L’uomo, Giovanni Farina di 56 anni residente ad Allerona, era a Viterbo solo di passaggio. E’ stata attaccato dai due incappucciati, lo hanno colpito ripetutamente e poi alla fine gli hanno portato via il portafogli. Lasciandolo a terra, privo di conoscenza, in una pozza di sangue. Farina è stato soccorso e portato al pronto soccorso tra la vita e la morte. Dopo mesi di coma si è ripreso ma ha riportato danni permanenti, tanto che durante l’udienza si sono costituiti parte civile la madre e il tutore.

La giudice ha stabilito che i ragazzi dovranno versare 50mila euro per Farina e 20mila per la madre. Ciascuno.
Vestri e Bontalbotti, dopo la rapina e i violenti calci e pugni, sono tornati a casa e si sono scambiati brevi sms per contare l’uno sul silenzio dell’altro. Ma nemmeno 5 giorni dopo sono stati arrestati dalla Squadra mobile che grazie alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza ha individuato i due ragazzi e visto tutta la scena.

A niente è valsa la lettera di scuse inviata da Michele Montalbotti alla vittima. Dal carcere, dove si trova tutt’ora, il ragazzo ha chiesto perdono, spiegando di aver agito sotto effetto di sostanze stupefacenti. 
Gli avvocati dei due imputati, avvocati Samuele De Santis, Domenico Gorziglia e Giuseppe Sinatra, al termine dell’udienza hanno chiesto i domiciliari per i loro assistiti. La giudice deciderà in seguito. Al momento restano ristretti cella.

«Presenteremo appello - hanno affermato gli avvocati - nessuna delle attenuanti è stata riconosciuta».

Ultimo aggiornamento: 17:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA