Ordinanza Zingaretti, ecco cosa cambia per centri commerciali e mercati

Ordinanza Zingaretti, ecco cosa cambia per centri commerciali e mercati
di Massimo Chiaravalli
2 Minuti di Lettura
Sabato 14 Novembre 2020, 07:10 - Ultimo aggiornamento: 22:14

Festivi e prefestivi, la situazione cambia di nuovo. Fino al 30 novembre all’interno dei centri commerciali negozi chiusi e anche parte della zona di Ipercoop e Spazio Conad. L’ordinanza firmata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – già pubblicata sul Burl - consente la vendita dei soli generi alimentari. Salvo invece il mercato del sabato, ma non quelli che si svolgono la domenica, a meno che non siano anche questi di alimentari.

Ecco è il passaggio chiave dell’atto: «Nei giorni festivi e prefestivi sono chiuse le grandi strutture di vendita, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, le farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole». A codificarlo è l’assessore Alessia Mancini. «La situazione cambia. Il Dpcm del 3 novembre parlava infatti di punti vendita di generi alimentari – dice - che potevano quindi restare del tutto aperti. Nell’ordinanza del presidente della Regione Lazio c’è scritto invece che si possono vendere solo generi alimentari. Parlando di diritto, una parola cambia il senso».

Nei festivi e prefestivi dunque le zone di telefonia, giocattoli, articoli per la casa e tutto il resto dovranno essere interdetti attraverso il nastro monitore. Nelle galleria invece del Centro commerciale Tuscia e dello Spazio Conad, come già indicato dal governo, continueranno a restare chiusi nei festivi e prefestivi, ad eccezione di tabacchi, giornali farmacie e parafarmacie.

Salvo invece il mercato del sabato, «perché si parla di giorni festivi ma non di prefestivi, come il sabato: quello del Carmine – continua Mancini - non rientra dunque nella fattispecie». Ci rientrano, e dovranno restare chiusi, quelli che però si svolgono la domenica: antiquariato, libri e altri mercatini che non trattano generi alimentari. Quelli di Slow food, ad esempio, sono consentiti. L’ordinanza di Zingaretti impone infine di garantire la sorveglianza sul rispetto delle distanze e lo scaglionamento degli ingressi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA