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Natale, riecco il Christmas village. La minoranza: «E intanto tornano le terapie intensive»

Sabato 17 Ottobre 2020

Oltre alle cifre – gli ormai celebri 400 mila euro – ora ci sono anche le date. Il Christmas village aprirà il 5 dicembre e chiuderà con la Befana. Ma come fa notare Massimo Erbetti (M5S) «se ci sarà un altro lockdown questa roba non la vedrà nessuno». Non è questione di fare il menagramo, perché appena ieri «il bollettino della Asl nella Tuscia parlava di riapertura delle terapie intensive».

La giunta Arena ha deliberato, il Natale sarà così. Lo sviluppo economico punta su luminarie e mercatini con percorsi contro gli assembramenti, i servizi sociali su «iniziative e momenti di risocializzazione – si legge - rivolti ai minori, agli adolescenti, alle loro famiglie e ai loro nonni». L’agricoltura sta lavorando su «un evento da 7 a 10 giorni per promuovere i prodotti e i produttori agricoli del territorio, mettendoli in rete con i ristoratori del centro abitato e delle frazioni».

E poi c’è il Christmas della Fantaworld – la stessa srl dello scorso anno, di nuovo in campo senza bando di gara grazie a un articolo dell’avviso dello scorso anno - che potrà iniziare ad allestire dal 15 novembre. I luoghi: Zaffera, ex tribunale, mercatino stile nordico con 15 casette in legno, biglietto al costo massimo di 10 euro, vie e piazze di buona parte del centro storico.

Tutto molto bello, non fosse per i costi elevatissimi e secondo Erbetti inopportuni. «Mentre si inizia a paventare la chiusura di alcune regioni, tra cui il Lazio – dice il pentastellato – in giunta vanno avanti come un treno. Quest’anno viviamo in un mondo che non c’entra niente con quello dell’anno scorso, è totalmente diverso. Come si può pensare di spendere tutti questi soldi? Li buttiamo dalla finestra». Ecco perché. «L’ultimo bollettino della Asl nella Tuscia parla di nuovo di terapie intensive: se ricominciamo a riempirle è un problema. E noi andiamo a spendere 400 mila euro? Se rifanno il lockdown questa roba non la vede nessuno».

La maggioranza sostiene per combattere la stagnazione servono soldi. «D’estate, quando c’era da dare la spinta perché si poteva uscire – conclude Erbetti - sono stati spesi 130 mila euro, adesso che rischiamo un altro lockdown ne mettiamo il triplo? E’ assurdo. Non dico di non spendere, ma di fare investimenti che restino nel tempo. Torna Fantaword? Il problema dei danni alla pavimentazione in piazza San Lorenzo dell'anno scorso in parte è rientrato, di certo non è risolto: spero che almeno non rimettano la pista di pattinaggio».

Ultimo aggiornamento: 13:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA