Il turismo non esce dalla crisi: su Viterbo a Natale piovono disdette, ma restano le tasse

Il rischio zona gialla nemico delle prenotazioni

Il turismo non esce dalla crisi: su Viterbo a Natale piovono disdette, ma restano le tasse
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Giovedì 2 Dicembre 2021, 15:52 - Ultimo aggiornamento: 16:02

Frenano ancora le prenotazioni mentre aumenta il numero delle disdette, il rischio zona gialla prima di Natale e la paura del contagio legata alla nuova variante Omicron spaventano il turismo nel periodo più "caldo" dell'anno.

Turismo, tra disdette e mancate prenotazioni previsioni nere per le feste

A parlare di un quadro a tinte fosche è il presidente di Federalberghi viterbese, Luca Balletti: «La situazione della nostra provincia - rileva - non è diversa da quella che stanno vivendo le altre realtà italiane. Questi ultimi giorni sono stati particolarmente turbolenti». Oltre a quello che sarebbe il secondo Natale difficile, dopo quello terribile del 2020 segnato dalle chiusure e dal blocco agli spostamenti tra le regioni, a preoccupare gli albergatori è l'impossibilità di una previsione che si traduce in incertezza di programmare i mesi primaverili.

«In questo momento navighiamo al buio - continua Balletti - ma una stabilità, anche piccola in rapporto alla situazione che stiamo vivendo, è necessaria alle imprese per sopravvivere». Un fattore, l'incertezza, che sta spingendo alcuni alberghi verso la possibilità di una chiusura preventiva nei mesi più duri, quelli di gennaio e febbraio, per non appesantire ulteriormente la situazione economica; solo parzialmente ristoratati dai numeri estivi.

A condividere le preoccupazioni di Balletti e lanciare un messaggio al governo è anche Confargianato che, per bocca del segretario Andrea De Simone, entra a gamba tesa sul doppio rischio che corrono le piccole e medie imprese: di andare cioè incontro a nuove restrizioni ed essere costrette a far comunque fronte alle scadenze fiscali previste fino alla fine del mese.

«Alberghi e ristoranti, nonostante il periodo di festa, sono alle prese con il rischio di disdette, in parte già materializzatosi. E si tratta della punta dell'iceberg visto che non sono da escludere misure straordinarie per Natale - spiega De Simone - con misure che la nostra economia non può permettersi, soprattutto a fronte delle scadenze imminenti: il mese di dicembre sarà, sotto il profilo fiscale, terribile per imprese e partite iva». Con tolleranza fino al 6 dicembre, vanno infatti versate tutte le rate 2020 e 2021 della rottamazione ter e del saldo e stralcio, oltre al secondo acconto Irpef/Ires 2021.

Entro il 16 dicembre c'è poi il saldo Imu e entro il 27 l'acconto Iva. «Il Governo non può non tenere conto del fattore paura, serve un intervento straordinario che allenti la pressione fiscale in questa fine d'anno coi contagi in ripresa - dice il segretario di Confartigianato Imprese - perché dopo un'estate positiva sostenuta dal turismo di prossimità, e un buon inizio autunno in termini di consumi e lavoro, adesso ci troviamo in un momento delicatissimo per le pmi».
 

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