Sant'Angelo, sulla guerra de "I tre porcellini" battuto il Comune: già realizzato il murale

Sant'Angelo, sulla guerra de "I tre porcellini" battuto il Comune: già realizzato il murale
di Massimo Chiaravalli
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Domenica 12 Settembre 2021, 12:17

Nel paese delle fiabe sono comparsi anche “I tre porcellini”. Ma non quelli commissionati dal Comune: dopo la polemica sul contributo a un’associazione di Orvieto per realizzare il murale sul tema, a Sant’Angelo l’associazione Acas – che ha ideato il progetto e lo porta avanti da anni – ha bruciato palazzo dei Priori sul tempo. E gratis: «Le artiste ce lo hanno donato», rivela il presidente Gianluca Chiovelli.

Acas era entrato in rotta di collisione con il Comune dopo il contributo da 10 mila euro concesso agli orvietani. Loro ignorati, dopo aver inventato nel 2016 il paese delle fiabe e realizzato 46 opere, rivitalizzando Sant’Angelo e facendolo diventare meta turistica. All’altra associazione, non del territorio, i fondi per fare ciò che oggi c’è senza aver speso un euro.

“I tre porcellini” doveva realizzarli il fumettista Martoz per palazzo dei Priori, invece hanno fatto prima le artiste romane Marta Quercioli e Lola Poleggi. Come è successo? «E’ conseguenza dell’iniziativa improvvida pre crisi dell’assessore Barbieri. Abbiamo deciso di fare noi questa fiaba – dice Chiovelli - in quanto ideatori del progetto, tutto qui. Ora il murale è quasi concluso, sono agli ultimi ritocchi. E’ bello grande: si tratta di molti metri quadrati».

Gli altri tre porcellini, quelli di Martoz? «Non hanno ancora iniziato». Il murale è stato realizzato su un’abitazione privata: «Tra l’altro il proprietario ci aveva chiesto proprio questa fiaba, quindi ci è sembrato logico portarla a termine». Era in programma? «Sì – continua il presidente dell’associazione Acas - ma abbiamo deciso di anticipare, viste le note vicende ferragostane».

Costi? Zero: «Le ragazze ce lo hanno donato, la quasi totalità delle artiste ci hanno subito mostrato la loro solidarietà: hanno trovato l’iniziativa del Comune inspiegabile dal loro punto di vista. Per un viterbese è spiegabile – conclude Chiovelli - per loro no».

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