Dal duomo di Viterbo la messa in diretta su Rai Uno per celebrare il conclave più lungo della storia

Viterbo: la sala del conclave più lungo della storia
di Carlo Maria Ponzi
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Giovedì 18 Marzo 2021, 06:35 - Ultimo aggiornamento: 11:10

Domenica 21 marzo Rai Uno trasmetterà in diretta dalla cattedrale di Viterbo la santa messa, presieduta dal vescovo Lino Fumagalli. La celebrazione avrà inizio alle ore 10.55 con la presentazione della città e le sue bellezze storiche, artistiche e naturalistiche (dal Palazzo dei Papi al quartiere di San Pellegrino, dalla chiesa di Santa Maria Nuova etc.).

«La diocesi – spiega il responsabile comunicazione della Curia don Emanuele Garmani - per celebrare i 750 anni dal primo e più lungo conclave della storia della Chiesa, in stretta collaborazione con Rai e Cei ha voluto preparare per i telespettatori che seguono da casa una cartolina video capace di attirare lo sguardo di chiunque desideri venire a visitare la Tuscia e il capoluogo».

Quanti vogliono partecipare alla funzione religiosa (ingresso libero) possono accedere alla basilica di San Lorenzo fino alle ore 10.40. Dopodiché non sarà più ammesso l’ingresso per motivi di sicurezza. Per partecipare è necessario ritirare in curia vescovile (presso l’ufficio comunicazioni sociali di don Germani) ma si può inviare una mail di prenotazione a: ufficiostampa@diocesiviterbo.it. Il pass è personale e va esibito il giorno della celebrazione al personale di controllo all’ingresso della basilica.

Un po’ di storia. Il conclave più della storia durò 33 mesi, dal 1268 al 1271, e fece salire sulla Cattedra di Pietro Tebaldo Visconti (Gregorio X) che detiene un curioso record: non avendo mai ricevuto i voti religiosi, il giorno stesso dell’elezione, il 1 settembre, fu ordinato preliminarmente sacerdote, poi vescovo, quindi cardinale. Fu scelto da 19 porporati, i cui stemmi campeggiano nella sala del Conclave del Palazzo dei Papi grazie all’allestimento realizzato dalla società Archeoares.

La storiografia ha dettato migliaia di pagine agli accadimenti viterbesi di 750 anni fa, analizzando le divisioni politiche, familiari o personali dei cardinali, che resero assai problematico un accordo. E’ rimasta leggendaria la segregazione dei porporati e lo scoperchiamento del tetto del Palazzo papale, decretato dal capitano del popolo Raniero Gatti, che fece proprio il motto di spirito del cardinale Giovanni da Toledo: «Discopriamo, signori, questo tetto; dacché lo Spirito Santo non riesce a penetrare per cosiffatte coperture». In seguito, proprio Gregorio X, memore di quanto accaduto a Viterbo, durante il Concilio di Lione promulgò norme precise per regolare l'elezione papale (Ubi Periculum, 16 luglio 1274).

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