Il tentativo della mafia di condizionare il voto, l’ira del sindaco: «Basta veleni»

Lunedì 21 Settembre 2020 di Massimo Chiaravalli
IL sindaco Giovanni Arena

Chiarire? «Ci sono gli inquirenti». Il risvolto politico? «Sono amareggiato e deluso: quelli di Barelli, Frontini ed Erbetti sono interventi fuori luogo, al limite della querela. Specialmente del primo». Loria candidato con Forza Italia? «Allora era solo un artigiano che faceva la pizza più buona di Viterbo».

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Per il sindaco Giovanni Arena la miglior difesa è l’attacco. E dopo le polemiche sulla sentenza dell’operazione Erostrato non ci sta a passare per quello che ha preso la fascia tricolore grazie anche ai voti della mafia.

Arena ha letto le dichiarazioni dei tre esponenti dell’opposizione ed è un fiume in piena.
«Mi girano le scatole. Questa non è politica – dice - è sputare veleno: per me lo scontro politico è un’altra cosa. Qui stiamo veramente a livelli bassi, poi ognuno è padrone di agire come crede».

Su quella frase di Trovato - «Meglio Arena di Ubertini»  Frontini chiede di chiarire:
«Non devo chiarire assolutamente niente, ci sono gli inquirenti. Se dovessi stare dietro a tutti quelli che mi nominano in campagna elettorale, dove si esprimono giudizi sulle persone… Sono loro che dovranno chiarire e vergognarsi un po’ di questo atteggiamento».

Che effetto fa sentirsi tirato in ballo da uno che è stato condannato per metodi mafiosi?
«Non so, io parlo con tutti – continua il sindaco - non mi fa né caldo, né freddo. E’ una cosa detta da uno che millantava chissà cosa, parlando con un altro delinquente peggiore di lui. In questa situazione mi hanno portato i signori che pensano di fare politica così. Non c’è niente in tutte le fasi processuali di quello che intendono far capire. Mi fa molto caso che venga riportato in tale maniera da questi pseudo politici locali. Questo mi fa caso, non essere nominato da centomila persone perbene e 10 “permale”. Sono un personaggio pubblico, da Salvini in poi dovrebbero fischiare le orecchie a tutti».

Arena sindaco, prima di lui lo è stato suo padre.
«Ho una storia che parte 50 anni fa con lui. L’atteggiamento di questi signori (i tre dell’opposizione, ndc) è vergognoso e credo che non finirà qui perché non è che si possono sputare veleni e sentenze. Le loro allusioni non hanno niente a che vedere con quello che emerge dagli atti processuali. E’ una semplice intercettazione: devono imparare a fare politica, è un attacco personale basato su niente, ne devono pagare le conseguenze».

Il ristoratore Antonio Loria, candidato alle ultime amministrative con FI e poi arrestato per aver fatto da basista nella rapina alla gioielleria Bracci nel 2018, che ha visto come mandante il boss Giuseppe Trovato, per Arena «era il pizzettaro che faceva la pizza più buona di Viterbo, piaceva anche a mia moglie. Durante la campagna elettorale diceva che aveva molti voti e lo abbiamo inserito. Non so che capi di imputazione abbia, è stata una sorpresa. Ma quando è stato candidato era solo un artigiano che faceva la pizza buona. E io ci andavo a mangiare come tanti. Anzi, proprio per quella pizza così buona mi dispiace che abbia chiuso».

Ultimo aggiornamento: 12:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA