Evasione e ricettazione, nuovo rinvio a giudizio per Giuseppe Trovato

Domenica 7 Febbraio 2021 di Maria Letizia Riganelli
Giuseppe Trovato

​Ancora guai giudiziari per Giuseppe Trovato.

Il boss di mafia viterbese nei giorni scorsi è stato rinviato a giudizio per ricettazione, violazione delle norme tributarie e falso nelle dichiarazioni. 

Le nuove contestazioni della Procura di Viterbo arrivano dopo una lunga e meticolosa indagine delle fiamme gialle che hanno setacciato registri contabili e atti di vendita dei negozi di compro oro di cui trovato era legale rappresentante. 

Tre gli esercizi commerciali di Trovato finiti sotto la lente della magistratura: quello in viale Baracca, quello di via della Palazzina e quello di via Garbini. Tutti sotto l’insegna di Banco Metalli italiano e da mesi tutti chiusi. 

L’indagine della Finanza di Viterbo si è sviluppata parallelamente a quella dei carabinieri di Viterbo che a gennaio 2019 hanno portato agli arresti il 45enne di origini calabrese per associazione a delinquere di stampo mafioso. Accusa provata in primo grado e che il 22 febbraio sarà posta al giudizio della Corte d’Appello.

Tre le nuove imputazioni. La prima è quella di evasione fiscale. Secondo quanto certificato dai baschi verdi Trovato dal 2013 al 2018 avrebbe indicato nelle dichiarazioni dei redditi elementi passivi fittizi. Nello specifico per il 2013 avrebbe evaso 12.820 euro, per il 2014 15.1221, 14.900 per il 2015, 20.265 per il 2016 e 35.680 nel 2017. Per un totale di oltre centomila euro di evasione. 

La seconda imputazione riguarda il reato più grave la ricettazione. Secondo gli inquirenti Trovato avrebbe compiuto «operazioni tali da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei beni». Nello specifico per evitare l’identificazione dei preziosi ricevuti nei suoi negozi di compro oro avrebbe fatto false annotazioni o compilazioni. Indicando provenienze diverse e utilizzando nomi fittizi per compilare le schede obbligatorie. E questo per cinque anni, dal 2013 al 2018. La recitazione è legata alla terza contestazione, che riguarda il reato di falso. Per i magistrati viterbesi Trovato avrebbe falsificato le annotazioni obbligatorie dei registri, necessari per l’ispezione dell’autorità di pubblica sicurezza.

Il processo davanti al giudice del Tribunale di Viterbo inizierà il 12 ottobre 2021, anche in questo caso sarà assistito dall’avvocato Giuseppe Di Renzo.

Il boss Trovato, ancora ristretto nel carcere nella casa circondariale di Nuoro, ha all’attivo anche l’accusa di rapina. Secondo la Procura sarebbe stato il mandante del colpo alla gioielleria Bracci al Corso di Viterbo. Anche in questo caso il rinvio a giudizio c’è già stato e il processo è pronto a partire. Per l’accusa sarebbe stato il pianificatore della rapina di preziosi. 

Ultimo aggiornamento: 18:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA