Dopo 15 mesi di carcere e 8 ai domiciliari libero Pavel Ionel, il tuttofare del boss

Domenica 17 Gennaio 2021 di Maria Letizia Riganelli
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Pavel Ionel

Il tutto fare di Ismail Rebeshi è libero. Dopo 15 mesi in carcere e 9 ai domiciliari Pavel Ionel può uscire di casa. A stabilirlo un’ordinanza del collegio del Tribunale di Viterbo a cui l’imputato, tramite l’avvocato di fiducia Michele Ranucci, si era rivolto per chiedere di essere riammesso nella comunità.

Pavel Ionel, 36enne romeno, è stato arrestato il 25 gennaio del 2019 nell’ambito dell’operazione Erostrato che ha disarticolato l’associazione mafiosa capeggiata da Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi. Pavel ci finisce in mezzo in quanto uomo di fiducia dell’albanese. Ma per lui non scatta l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. E’ considerato un sodale ma di serie B. 

La Dda gli contesta il reato di danneggiamento aggravato dal metodo mafioso, in quanto persona di fiducia di Ismail Rebeshi, per aver studiato le abitudini di vita di un carabinieri per poi incendiare la sua automobile; di aver partecipato a un tentativo di furto in un negozio di compro oro e atti intimidatori al gestore della discoteca per romeni. Tutto sempre su ordine del capo degli albanesi. 

«Tenuto conto sia della specifica posizioni del Pavel rispetto al complessivo impianto accusatorio, questo Tribunale con ordinanza dell’8 aprile 2020 aveva sostituito la misura cautelare in carcere con quella dei domiciliari. Nella precedente ordinanza di questo era stato evidenziato come i partecipi dell’associazione fossero stati tutti sottoposti alla misura della custodia in carcere, la quale aveva lacerato la struttura associativa, tanto da non essere in grado di supportare, con mezzi e risorse umane l’eventuale propositivo di un soggetto come il Pavel, di fuggire e di mantenersi in clandestinità. A tale considerazione deve ora aggiungersi che Pavel, nel corso del lungo periodo in cui è stato ristretto non ha mai tentato di approfittare della fiducia concessagli».

Non solo, a far cadere i domiciliari sarebbe stato anche il comportamento dell’imputato tenuto in udienza in cui è sempre stato presente. E il fatto che seguito durante un’uscita autorizzata avrebbe dimostrato il totale disinteresse a infrangere le regole. «Elementi - scrive ancora il collegio - che consentono di affermare che a oggi risulta ulteriormente affievolita l’esigenza cautelare in corso».

Pavel Ionel non è più ai domiciliari ma ogni giorno, dal lunedì al sabato, dovrà sottoporsi all’obbligo di firma dai carabinieri di Bagnaia. Per lui anche il divieto di espatrio con consegna del passaporto alle forze dell’ordine. «Misura volta a neutralizzare il pericolo che si sottragga alla eventuale pena che potrebbe essere comminata all’esito del processo».

Ultimo aggiornamento: 16:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA