Litorale, il turismo di prossimità tiene aperti i campeggi: chiusure rimandate a ottobre

Litorale, il turismo di prossimità tiene aperti i campeggi: chiusure rimandate a ottobre
di Luca Telli
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Giovedì 16 Settembre 2021, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 14:55

Per i campeggi del litorale le previsioni da record c’erano già, erano scritte nell’annunciato boom agostano e messe poi nero su bianco dalle prenotazioni che dalla primavera erano iniziate a fioccare. Adesso quei dati, che sembravano fin troppo ottimistici, potrebbero essere addirittura migliorati fino a toccare i livelli pre pandemia, traguardo ormai a un tiro di schioppo.

Merito dell’onda lunga del turismo di prossimità che sta spingendo settembre. Un mese tradizionalmente debole che coincide con la riapertura delle scuole ma che, stavolta, non ha spento la voglia di mare. Risultato: stagione allungata e letargo per le strutture posticipato a data da destinarsi.

«Di chiudere per ora non se ne parla – spiega Maurizio Eleuteri del camping Pionier etrusco di Montalto di Castro -. Fino a una settimana la data c’era, era quella del 26 settembre, adesso invece è tutto cambiato. Se il meteo ci darà una mano potremmo arrivare anche alla prima quindicina di ottobre».

Con un impatto significativo sui fatturati: «I conti li faremo alla fine ma con il recupero di questi ultimi quindici giorni gli incassi potrebbero tornare al 2019, forse appena al di sotto – continua Eleuteri -. Se ce lo aspettavamo? La stagione è stata una sorpresa continua. Altalenante giugno, a luglio il lavoro sembrava essersi fermato poi, dal 10 agosto circa, è esploso».

 Una crescita significativa che le restrizioni, tra cui anche il green pass che per i campeggi serve solo (e non sempre) per alcune zone condivise tra cui l’area ristorante, non hanno arrestato.

Sedici chilometri più a Sud, al Camping village Tuscia tirrenica di Tarquinia, il gestore della struttura Renato Bacciardi racconta una storia simile. Le ragioni della mini boom nell’eterogeneità, anche anagrafica, dei clienti: «Hanno smesso di prenotare le famiglie e sono arrivate coppie giovani e meno – spiega -. Dalla Toscana, dall’hinterland romano che rappresenta il nostro bacino principale, e anche dall’estero: soprattutto dalla Germania».

Un dato, quest’ultimo, che fa bene sperare per i prossimi anni e apre la strada a una possibile e parziale delocalizzazione del turismo estero appannaggio, da sempre per i campeggi, del bacino del lago di Bolsena.

«Gli stranieri che arrivano al camping in queste settimane vengono, soprattutto, per vedere la struttura – conferma Bacciardi – in vista del prossimo anno». Prematuro parlare di un processo di destagionalizzazione ma per Bacciardi il terreno è fertile per posare la prima pietra.

«Il ‘mare d’inverno’ è un’idea alla quale continuo a lavorare – conclude -. Per ora abbiamo posticipato la chiusura dalla metà alla fine di ottobre. Sembra poco ma è un salto in avanti considerevole per una struttura che, anche lavorando al minimo, ha dei costi di gestione non trascurabili. Se la pandemia ci darà tregua potremmo pensare a nuove soluzioni, magari anche a quella di far partire la stagione in anticipo».

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