CORONAVIRUS

Caro litorale: dopo l'emergenza covid nei bar e ristoranti il mare è più salato

Lunedì 13 Luglio 2020

Una bottiglietta d'acqua da mezzo litro tra 1 euro e un 1,10. Cappuccino e cornetto da 2,10 euro fino a un massimo di 2,70 se servito al tavolo. Coca cola light tra i 2 euro e i 2,50. Spaghetti con le vongole dai 13 ai 15 euro in riva al mare. Per una cena, prezzo medio intorno ai 30 euro a persona con vino di media qualità.

L'estate 2020 registra un aumento del 10 per cento medio sul litorale viterbese. A trainare i rincari il comparto food: bar e ristoranti, le attività più colpite nella prima parte dell'emergenza sanitaria. «Aumenti dettati dall'esigenza di far quadrare i conti e comunque molto contenuti», precisa Vincenzo Peparello presidente di Confesercenti. Toccati solo di striscio, invece, gli stabilimenti: «Prezzi congelati da quattro anni - continua Peparello - e in certi casi il prezzo è addirittura calato». Segnale non buono che sottolinea un'esigenza di raccogliere clienti e liquidità.

«Una linea che va a discapito di tutti gli operatori. L'offerta deve essere la più differenziata possibile per garantire fruibilità delle strutture a ogni tasca ma il rischio è quello di scatenare una guerra tra poveri, un gioco al ribasso che sarebbe come mettere sale su una ferita aperta», aggiunge. Nel dettaglio il costo medio di un abbonamento stagionale, ombrellone e due lettini, veleggia intorno ai 1200 euro. Prezzo più basso se confrontato con il dato nazionale che oscilla tra 1500 e i 2000 euro con rincari, secondo una statistica di Altroconsumo, dal 15% fino al 35% in alcune località della Liguria. «Nel complesso arrivano segnali positivi per l'intera filiera con distinguo che vanno fatti per gli hotel, il comparto che sta soffrendo maggiormente», dice Peparello.

Dato in controtendenza con le presenze, più alte a Tarquinia rispetto allo scorso anno. Merito di un turismo di prossimità decollato, dello stop alle vacanze estere e una politica di prezzi che sta dando frutto. Congelati i tariffari degli appartamenti, diversamente a come successo in altre zone del Lazio con aumenti del 20%, e pienone registrato a luglio e agosto. «L'emergenza Covid può trasformarsi in un'opportunità spiegano gli operatori di settore - e anche se le perdite pesantissime della primavera, che da sole valgono una buona fetta del lavoro annuale, sono irrecuperabili possiamo iniziare a coltivare il futuro: fidelizzare i clienti che quest'anno hanno scelto il nostro mare per le prossime stagioni».
 

Ultimo aggiornamento: 19:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA