Tornano a salire i nuovi immigrati nella Tuscia. La Uil: «Ricchezza da non disperdere»

Tornano a salire i nuovi immigrati nella Tuscia. La Uil: «Ricchezza da non disperdere»
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Sabato 7 Maggio 2022, 14:57 - Ultimo aggiornamento: 21:42

«Il processo dei flussi migratori è irreversibile: siamo già una società multiculturale. La vera sfida è quella dell'integrazione, per vincerla la provincia ha una sola arma a disposizione: creare occupazione. Il lavoro è l'unico mezzo per garantire stabilità e dignità alle persone».

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Per il segretario della Uil, Giancarlo Turchetti, la presenza degli stranieri nel territorio e la ripresa degli arrivi dai Paesi Ue ed extra Ue certificata dall'Istat dopo la fase più acuta dalla pandemia, è una ricchezza da non disperdere.

«In primo luogo - continua Turchetti - finanziaria, perché l'impatto economico e la funzione nella crescita che gli stranieri hanno nella Tuscia sono fuori discussione al punto che è anche anacronistico parlarne». Una verità che emerge anche dall'ultimo rapporto Idios (2021) che, su base nazionale, evidenzia come il bilancio tra quanto lo Stato spenda per gli immigrati in termini di accoglienza e di servizi specifici alla persona e, dall'altro, quanto i migranti assicurino all'erario pubblico in termini di contributi, tasse ed entrate varie, sia largamente positivo.

«Penso poi al sostegno che offrono nel settore primario e nell'edilizia. E anche a quella percentuale, sempre più significativa, che decide di creare impresa e la propria fortuna nel nostro Paese». Fortuna che si traduce non solo in termini di ricchezza prodotta, ma anche sotto forma di voglia di stabilità e radicamento sul territorio da parte gli stranieri: una garanzia per il futuro demografico della provincia, sempre più a rischio spopolamento con soprattutto i giovani tra i 19 ed i 25 anni in fuga.

«I migranti, quelli che poi saranno i nuovi italiani, sono fondamentali - aggiunge - per il futuro della Tuscia. Sia in termini numerici che culturali: dall'incontro di diverse realtà nasce il confronto e dal confronto la crescita sociale. Certo, per ottenere questo, si ritorna al nodo inziale: il lavoro».

Lavoro da garantire attraverso nuove politiche che negli anni sono state smarrite, se non azzerate. «I lavoratori, tutti quanti perché non può essere fatta una distinzione - dice Turchetti - tra stranieri ed italiani, devono avere più tutele. A beneficiarne sarebbero tutti. Se tutti gli irregolari venissero messi in regola e potessero lavorare sotto contratto si darebbe un colpo importante al problema del sommerso e del lavoro nero».
 

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