«Il centrosinistra può vincere: ecco come». I piani di Troncarelli, leader della coalizione a guida Pd

Alessandra Troncarelli
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Mercoledì 11 Maggio 2022, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 18:37

«Per vincere le elezioni a Viterbo punterò su una cosa fondamentale: la competenza». Alessandra Troncarelli, 35 anni, è la candidata sindaco per il centrosinistra "allargato". Coalizione che mette insieme il Partito democratico a cui è iscritta, il Movimento 5 Stelle, Viterbo sul Serio-Azione, Viterbo Cresce. Troncarelli è assessore regionale ai Servizi sociali e welfare; è stata, con la stessa delega, assessore comunale nella giunta di centrosinistra fino al 2018.

Troncarelli, per Viterbo è pressochè scontato il turno di ballottaggio. Pensate di dover lavorare soprattutto in ottica secondo turno? 

«No. Prima del ballottaggio, al quale crediamo di poter arrivare, c'è da pedalare. Abbiamo tanti punti programmatici da sviluppare e da presentare agli elettori. Pensiamo all'oggi, poi al ballotgtagio si aprirà una seconda fase».

La vostra coalizione vuole presentare un programma molto partecipato: è frutto di un lavoro con tutti gli attori presenti?

«Ci sono i vari referenti della coalizione che stanno lavorando, con proposte a più mani e dalla discussione sui nostri obiettivi strategici per la città. Anche perchè la maggior parte di queste persone ha già avuto esperienze di amministrazione in Comune. Ci vuole il polso della macchina amministrativa, so che va potenziata. I fondi che arriveranno, non solo dal Pnrr, richiedono capacità anche per metterli in campo. C'è da camminare, perché la cosa peggiore sarebbe quella di restituirli per non aver attuato i progetti».

In questa fase di campagna elettorale i cittadini sono sotto un diluvio di progetti, soluzioni, idee.

«Conoscere il bilancio comunale è fondamentale. Poter agire sulle variazioni, durante l'anno, sarà vitale per liberare risorse rispetto ad altre che arriveranno. Saper far marciare la macchina è essenziale, se non la conosci diventa difficil dare sostanza alle nuove progettualità».

Una amministrazione si identifica con le cose concrete per la città: l'amministrazione Troncaarelli su cosa punterà?

«Sicuramente far rivivere la città. Quindi si parte dalla prima cosa, che è il decoro urbano. Rifare l'asfalto delle strade e tagliare l'erba oggi è diventato straordinario, invece è l'ordinaria amministrazione. Poi ci sono gli investimenti straordinari di riqualificazione, come del centro storico e per l'area del Poggino eccetera. Ecco, il meccanismo di rigenerazione urbana, perché di questo parliamo, restituirà dignità alla città. La sicurezza? Non può bastare dire "più telecamere", ma serve far tornare nelle piazze i cittadini. Come? Creando eventi, occasioni per i bambini, per i giovani al sabato, per i più grandi, il mercato settimanale che deve tornare dentro le mura. Penso poi a un calendario annuale di appuntamenti che torni a far uscire i viterbesi per godere della propria città: se questa è viva, piena di gente, è molto più difficile che sia preda di degrado e criminalità».

La macchina del Comune è vecchia e senza ricambi. Molti uffici sono a corto di personale, da anni, e questo si riflette sull'efficienza?

«E' vero, una carenza quasi cronica. Lo sappiamo e dovremo intervenire perchè, per come vediamo noi un Comune al servizio dei cittadini, dovremo accorciare la distanza tra uffici e viterbesi. L'innovazione digitale permette a molti di chiedere servizi e ottenerli in tempi rapidi, ma uno sportello dove avere risposte per persone che non sono padrone della tecnologia, sarà determinante. Anche per far rivivere il centro, come dicevo prima. ma anche per le frazioni. Qui il Comune dovrà tornare a essere presente, le frazioni non sono pezzi staccati della città».

La precedente giunta di centrodestra, litigiosa e improduttiva, è caduta con le firme dal notaio. La vostra coalizione, avendo più anime come quella dell'ex sindaco Arena, come può non essere altrettanto conflittuale?

«Io la prima cosa a cui punto, parlando di amministrazione, è il rispetto tra chi è in squadra. In questi otto anni, prima al Comune e ora in Regione, ho sempre evitato conflitti fini a sè stessi. Ci saranno degli obiettivi, definiremo come e con quali mezzi e strumenti ottenerli, e ci lavoreremo insieme. Una cosa devo dirla: pur occupandomi anche di investimenti e risorse consistenti, non ho mai promesso a nessuno cose che poi non si sarebbero potute ottenere. E quando ho detto no, ho spiegato perché».

Ma sui posti da assegnare in caso di vittoria, con tanti elementi che concorrono, che criterio adotterete: chi prende più voti o cosa?

«Di questo ancora non abbiamo parlato. Ribadisco che le capacità personali conteranno molto, per quello che è il nostro spirito di servizio per la città. Ma credo che anche chi otterrà parecchi voti sarà perché i cittadini riconosceranno la sua serietà e competenza. Assessori esterni? E' presto per ragionarci». 

Il prossimo sindaco di Viterbo sarà quasi sicuramente una donna. Che novità sarà? 

«Intanto è una bella novità, va detto. Ma dico anche che non dobbiamo essere contenti solo di questo: che sia donna o uomo, io ritengo che Viterbo abbia bisogno e si meriti un sindaco capace, in grado di amministrare degnamente la città. Preferirei essere ricordata, se sarò eletta, per questo. Pù che passare alla storia come il primo sindaco donna»

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