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Viterbo, donne e precari: aumentano i nuovi poveri. L'allarme della Caritas

Viterbo, donne e precari: aumentano i nuovi poveri. L'allarme della Caritas
di Luca Telli
3 Minuti di Lettura
Martedì 7 Giugno 2022, 11:53 - Ultimo aggiornamento: 8 Giugno, 11:02

Rincari e lavoro precario, cresce il numero delle famiglie in povertà assoluta. A certificare il peggioramento della situazione economia della Tuscia è il direttore della Caritas diocesana Luca Zoncheddu che parla, senza mezzi termini, di «emergenza ormai costante» e «di una curva del bisogno che negli ultimi quattro anni è salita senza mai dare segni di frenata».

Povertà in aumento tra le famiglie, cresce il numero di chi chiede aiuto

 Una crisi iniziata nel 2019 «con il rallentamento dell’economia – spiega Zoncheddu – appesantita dalla pandemia e che ora, con i rincari di carburanti e generi alimentari, sta assumendo dimensioni molto difficili da gestire». Nella bolgia di chi non riesce a superare la terza settimana del mese, strangolati dalle spese correnti e dall’inflazione oltre il 6%, entrano sempre più spesso artigiani e famiglie con minori a carico in cui almeno uno dei due componenti adulti ha un lavoro stabile; «quella fetta di popolazione – aggiunge Zoncheddu – che fino a pochi anni fa era esclusa del circuito di chi è costretto a chiedere aiuto».

Nell’ultimo anno, spiega ancora il direttore della Caritas, il numero degli accessi alla struttura è salito del 30%. «Numeri su cui pesa la guerra e l’esodo di famiglie ucraine nella nostra provincia (secondo l’ultimo rapporto della Prefettura sono circa 1100 gli attualmente presenti nella Tuscia) ma che non bastano da soli a giustificare questo incremento».

Gli aiuti richiesti non si esauriscono solo agli alimenti, ma anche al pagamento delle bollette «le parrocchie della provincia ricevano costantemente domande che cerchiamo di esaudire. Non lasciare nessuno indietro è un impegno morale prima che sociale». Ad essere maggiormente penalizzate sono le donne, specie quelle con minori a carico. Continua Zoncheddu: «Ci sono decine di situazioni in cui madri lavoratrici non riescono a far fronte alla necessità e spesso sono costrette a fare delle scelte. Casi di persone che per far fronte alla spesa mediche dei figli non hanno la possibilità di comprare generi alimentari».

Con le previsioni per i prossimi mesi che parlano di un aumento significativo delle famiglie a rischio povertà il futuro nasconde più di un’incognita e chiama la politica ad interventi di sostegno seri, a cominciare dalla creazione di nuovi posti di lavoro senza i quali la risalita diventa imprese impossibile.

«L’ultimo rapporto ISTAT (2021) ha calcolato che circa l’8% della popolazione italiana vive in condizioni di povertà assoluta – conclude Zoncheddu -. E la Tuscia non fa eccezione. Con la prospettiva di un autunno bollente e davanti alla corsa dei prezzi una nuova politica sociale è la priorità».

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