A 700 anni dalla morte, Dante continua a ispirare spettacoli

L'attore e regista Gianni Abbate
di Carlo Maria Ponzi
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Venerdì 26 Novembre 2021, 06:40 - Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 17:44

Anche nell’ultimo fine settimana di novembre, in due eventi risuona il nome di Dante a 700 anni dalla scomparsa.

Venerdì 26 novembre, al Teatro Caffeina, ore 21, è la  volta di  “Canto XXVI: il viaggio di Ulisse”, una lezione-spettacolo di Gabriele Bisti in cui si rievoca il folle volo dell’eroe omerico raccontato in versi nella Comedia. Sul palco, un ambiente sonoro elettrificato costruito da Bisti insieme al compositore, arrangiatore e strumentista Lorenzo Busti. A cura di “Stay in Tuscia” col contributo del Comune e in collaborazione con Compagnia Tetraedro e Archeores.

Sabato 27, alle ore 21, al Teatro Farnese di Gradoli, “Io, Dante e Bonifacio”, di Gianni Abbate: un’opera tra fantasia e realtà storica. «La scena – spiega lo stesso attore-regista, sul palco insieme a Ennio Cuccuini - si finge nell’anticamera del Papa. Dante, come ambasciatore di Firenze, vuole essere ricevuto da Bonifacio per chiedergli di non intromettersi negli affari politici della sua città e ottenere la totale indipendenza dallo Stato Pontificio. Il pontefice, invece, non lo vuole assolutamente ricevere e gioca a stancarlo con un’estenuante attesa. Un terzo personaggio, Egidio Colonna, pur non essendo una maschera, porta in sé archetipi della commedia dell’arte, in quanto servo (del potere) e trasformista. Ricordiamo che Egidio Colonna, teologo e filosofo, aveva scritto un trattato in cui sosteneva che la Chiesa non solo era padrona delle anime ma di tutto. Questo personaggio farà da tramite fra Dante e Bonifacio e dialogando con il pubblico racconterà storie e aneddoti su di loro. Lo stesso Bonifacio, a sua volta, dialogando con Colonna e con il pubblico, rivelerà le sue ‘prodezze’».

Info: 3471103270 – iportidellateverina.it

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