CORONAVIRUS

Covid, l'esperta della Asl: «Casi in diminuzione ma non è finita, attenti alle regole anche in vacanza»

Mercoledì 3 Giugno 2020 di Regina Villa
Silvia Aquilani, Asl Viterbo
«Ci troviamo in una fase delicata: i casi sono in diminuzione ed è innegabile. Ma il virus continua a circolare: dobbiamo continuare a rispettare le regole». Silvia Aquilani, responsabile dei dipartimento di Prevenzione della Asl di Viterbo, traccia un bilancio dell’epidemia a un mese dall’avvio della fase 2 e ripete: «Spero sempre di essere smentita ma preferisco un atteggiamento eccessivamente prudenziale rispetto a uno eccessivamente ottimista».

Dottoressa, lei temeva un incremento dei casi con la riapertura. Eppure, i dati nel Viterbese dicono che il virus sta arretrando.
“Sì, è innegabile e ci fa enormemente piacere. Le terapie intensive si stiano svuotando in tutta Italia. A Viterbo il reparto Covid è chiuso e restano 4 pazienti a Malattie infettive. Ma considerare sconfitto il virus o abbracciare tesi negazioniste è pericoloso”.

Come si spiega la drastica diminuzione di contagi?
“Perché se è vero che abbiamo ripreso ad uscire, lo stiamo facendo seguendo le prescrizioni: l’uso della mascherine, l’igiene delle mani, il distanziamento. Queste limitazioni fanno sì che le possibilità di contagio sociale diminuiscano”.

Il virus è cambiato?
“Non entro nel merito. Dico però che sono i nostri atteggiamenti a essere mutati. Inoltre, è continuata la spasmodica ricerca dei positivi e il blocco immediato dei contatti”.

Come definirebbe questa fase della pandemia?
“Forse stiamo assistendo alla coda del primo attacco pandemico. Rimane, però, la preoccupazione prudenziale per cosa accadrà con la riapertura tra regioni, soprattutto per chi arriva da Lombardia e Piemonte, in misura minore da Veneto ed Emilia Romagna. Non è escluso che venga adottate misure precauzionali nel Lazio”.

I consigli per chi va in vacanza?
“Le vacanze sono necessarie per la nostra serenità e per staccare da un periodo angosciante. Ma bisognerà sempre fare attenzione alle regole: se l’uso della mascherina in spiaggia non è necessario, dovremo continuare a evitare gli assembramenti e a usare le protezioni nei luoghi chiusi”.

Cosa ci dobbiamo aspettare con l’autunno?
“Troppo presto per dirlo. Certo è che, come tutte le infezioni delle vie respiratorie, dalla metà di ottobre il rischio sarà maggiore. Torneremo a vivere più al chiuso che all’aperto, i fattori di rischio aumenteranno. Sarà importante vaccinarsi contro l’influenza, nel Lazio sarà obbligatorio per gli over 65enni”.
  © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani