Sanitaria con effetti collaterali da vaccino non ha l'esenzione dal booster: "Ora rischio di perdere lo stipendio"

Una vaccinazione
di Federica Lupino
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Lunedì 24 Gennaio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 21:07

“Io l’ho fatto, ero speranzosa. Noi sanitari siamo stati i primi a sottoporci al vaccino, a credere e a fidarci della scienza. Ora mi sento abbandonata: nessuno si è preso carico di me, nemmeno a livello sanitario. Ho speso 2.300 euro sinora per curarmi e rischio di restare senza stipendio”.

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Il racconto è di una operatrice sanitaria della Asl di Viterbo che ha subito effetti collaterali dopo le prime due dosi di vaccino e non riesce a ottenere l’esenzione dal booster. Preferisce restare anonima: “Temo ripercussioni. Le persone nella mia situazione vengono accusate di essere ansiose, ipocondriache. Si cerca di sminuire la nostra condizione. Voglio evitare altri problemi”, ammette.

L'operatrice sanitaria è stata tra le prime a ricevere la dose iniziale, il 5 gennaio dello scorso anno. Poi, il 26 la seconda dose Pfizer. E dà lì sono iniziate le difficoltà. “Il giorno successivo – racconta - iniziano i bruciori a livello di entrambi i piedi, poi dopo circa tre giorni avverto parestesie e bruciori anche all'arto superiore e inferiore destro”. Iniziano gli approfondimenti con visite neurologiche che danno esito negativo: “Tutti gli specialisti neurologi pensano si tratti di ansia o comunque negano correlazione con il vaccino. Comincio – continua la donna - cure con antinfiammatori, cortisonici, integratori, senza alcun miglioramento. Soffro per un mese e mezzo di prurito diffuso in tutto il corpo”.

Proseguono le visite: ”Eseguo diversi esami tra cui risonanza magnetica cerebrale ed elettromiografia degli arti, che risultano negative. Mi sottopongo - continua - a esami cardiologici, tutto negativo”. Ma la situazione ancora oggi non è migliorata: “I sintomi sono tutt'ora presenti soprattutto il bruciore agli arti, che risulta essere uno tra gli eventi avversi più comuni riscontrati dopo vaccinazione contro Covid 19. Sono costretta a camminare scalza e ho anche tutti i valori epatici sballati. Alcuni specialisti - spiega ancora la donna - hanno ammesso la correlazione col vaccino, ma solo a voce. Il medico di famiglia ha fatto una anamnesi che attesta si tratti di sintomi correlabili alla vaccinazione, ma non è un’esenzione”.  

Poi, tramite i social viene a conoscenza dell'esistenza del Comitato Ascoltami che raccoglie “un gruppo di persone incolpevoli di reazioni avverse, subite in seguito alla vaccinazione anti Covid 19 - racconta ancora la sanitaria - il cui scopo è quello di informare, sensibilizzare le istituzioni e la comunità scientifica, oltre a sostenere tutti coloro che hanno riportato danni post vaccino. Purtroppo non tutti gli effetti avversi vengono segnalati, essendo in atto una sorveglianza passiva che non rende possibile una stima reale del fenomeno”.

Essendo una dipendente Asl, l'operatrice ha l’obbligo di sottoporsi alla dose booster. “Ma non avendo ricevuto ancora una diagnosi certa, e non avendo risolto i miei problemi di salute, non farò per ora un'ulteriore vaccinazione che potrebbe aggravare la mia situazione”. Al momento è in malattia per una causa di servizio. “Ma rischio di perdere a breve lo stipendio. Inoltre, sono privata della mia libertà: rimanendo esclusa dal Super green pass non posso nemmeno recarmi al bar o al ristorante. Non posso neanche accompagnare mia faglia a fare una visita. Ma io chiedo solo – conclude - che le situazioni come la mia vengano affrontate e non stigmatizzate”.

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