Viterbo, stagione balneare a rischio. Gli stabilimenti: «Senza certezze è meglio non aprire»

Viterbo, stagione balneare a rischio. Gli stabilimenti: «Senza certezze è meglio non aprire»
di Luca Telli
2 Minuti di Lettura
Giovedì 16 Aprile 2020, 12:45

Paura nei numeri che mancano e incertezza amplificata da decisioni che tardano ad arrivare. La stagione balneare è sempre più un rebus. Sono molti gli imprenditori che stanno prendono in considerazione l’ipotesi di tirare i remi in barca, allargando le file di quel 30% di strutture recettive, individuate da Confesercenti, pronte alla serrata. La mancanza di una data certa di fine emergenza è un laccio alla programmazione che limita il raggio d’azione delle aziende.

«Navighiamo alla cieca e un’impresa non può permetterselo – dice Pamela Nolletti, che insieme alla famiglia gestisce cinque stabilimenti a Montalto  -. Se gli stabilimenti, come sembra, dovessero avere degli spazi ridotti a un quarto delle loro possibilità, aprire potrebbe non essere la soluzione giusta: gli incassi non coprirebbero le spese. La salute è la priorità e non ci piove, quello che chiediamo è solo chiarezza per capire come comportarci».

Un mercato fermo e la mancata apertura delle attività avrebbe pesantissima ripercussione sulle imprese, anche le più solide, e sull’esercito di lavoratori stagionali: camerieri, baristi, cuochi e bagnini, la metà dei quali resterebbe al palo. A scoraggiare, il crollo delle prenotazioni, che un anno fa iniziavano arrivare.
«Le uniche – continua Nolletti – sono conferme dei clienti storici che magari hanno comprato casa qui». E le misure di distanziamento sociale che gli stabilimenti dovranno adottare. Bocciata l’idea del bungalow in plexiglass, sulle altre possibilità porte aperte: dagli ingressi contingentati al servizio esclusivamente al tavolo.
A restare aperto è il nodo delle spiagge libere sulle quali incaricato di vigilare dovrebbe essere il Comune: «Per riuscirci servono numeri che non abbiamo – dice il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi – aspettiamo le prossime settimane, le indicazioni del governo e vediamo cosa succede. Al mare ci andremo solo se la tutela della salute sarà garantita». Aspettare, ma intanto agire per farsi trovare pronti nel momento in cui il motore riprenderà a girare, con la Regione Lazio chiamata a fare la sua parte: «Da giorni chiediamo notizie sulle disposizioni per i lavori di manutenzione e la preparazione dell’arenile – dice Marzia Marzoli, presidente del Sib – resto ottimista sul fatto che la stagioni si reggerà in piedi ma gli stabilimenti devono prepararsi e per farlo servono direttive chiare»
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA