CORONAVIRUS

Maturità, tra incertezze e spazi (spesso) troppo piccoli. Per la riapertura il nodo dei trasporti

Giovedì 7 Maggio 2020
Andreina Ottaviani, preside dell'Alberghiero

Incertezze, problemi da risolvere e tanta intraprendenza da parte di dirigenti scolastici e professori: eccoli gli effetti del Covid-19 sulle scuole. Il 17 giugno docenti e alunni si troveranno a cimentarsi con gli esami di maturità. «Ma siamo ancora in attesa delle direttive da parte del ministero. Si è parlato, giustamente, di una prova in presenza ma questo presuppone azioni e procedimenti di cui le scuole, al momento, non sanno nulla». A parlare è Maria Antonietta Bentivegna, presidente provinciale dell'Anp, l'associazione nazionale presidi.

Tra gli aspetti, affatto secondari, su cui i dirigenti stanno aspettando indicazioni precise c’è la sanificazione dei locali dove si svolgeranno gli esami, la fornitura delle mascherine e dei termoscanner per la misurazione della temperatura. E poi c’è settembre, quando le scuole dovrebbero riaprire. «Siamo ancora in fase di emergenza – dichiara Bentivegna – ma è certo che il nostro patrimonio edilizio così datato non dispone degli spazi adatti per una riavvio delle lezioni che garantisca la sicurezza degli alunni e del personale».

E non finisce qui: «L’idea dell’alternanza non la vedo male, anche perché la Didattica a distanza per un anno interno, nonostante in questa fase i docenti abbiano fatto miracoli, è riduttiva. Per la ripresa a settembre, oltre all’organizzazione interna alle scuole, va garantito che tutte le famiglie abbiano gli strumenti e la rete per seguire le lezioni non in presenza. Al momento, pare che il 40% degli alunni non ne abbia a sufficienza». Ma tra gli scogli che più preoccupano in vista della campanella ci sono i trasporti: «I dirigenti in questo campo non possono nulla. Spetta al ministero garantire i collegamenti in sicurezza».

Conferma le preoccupazioni per il prossimo anno scolastico Andreina Ottaviani, dirigente dell’istituto alberghiero di Caprarola (850 alunni circa tra la sede principale nelle Scuderie di Palazzo Farnese e le due distaccate, una a Vetralla e una a Montalto di Castro). “Siamo l’unico istituto professionale con questo indirizzo nella provincia e i nostri alunni – ragiona – vengono da tutto il Viterbese. Come faranno ad arrivare con i mezzi pubblici in sicurezza?”, chiede. Che i pullman del Cotral, del resto, siano sovraffollati è cosa risaputa.

Sulla proposta del Governo di prevedere metà lezioni in presenza e metà a distanza Ottaviani solleva molti dubbi: “Anche se noi abbiamo la fortuna di avere spazi ampi, non ci sono i collegamenti sufficienti per un trasporto in sicurezza. Meglio, secondo me, dividere le classi per giorni della settimana: i primi il lunedì, i secondi il martedì e così via. I restanti giorni, video lezioni dalla scuola con i docenti sempre presenti”, propone. E poi c’è la  polemica su un eventuale 6 politico: “Abbiamo fatto lezione dal 15 settembre al 5 marzo. Non vedo per quale motivo chi non ha seguito prima e chi non ha fatto nulla durante la Dad debba essere promosso come chi invece si è impegnato. Sarebbe un messaggio fortemente diseducativo”, sostiene.

Per gli esami, invece, all’Alberghiero nessun problema: “Abbiamo deciso di evitare le simulazioni pratiche perché sarebbero un fattore di rischio, per il resto ci siamo già organizzati. A Caprarola abbiamo 3 commissioni per 6 classi e le prove si svolgeranno in ampi locali con ingressi e bagni indipendenti. Ringrazio per il salone superiore il sindaco Eugenio Stelliferi che ce lo ha concesso. Anche a Montalto e Vetralla – conclude – abbiamo spazi adatti nel rispetto delle disposizione per la sicurezza. Abbiamo anche acquistato mascherine e stiamo valutando di comprare un termoscanner”.

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Ultimo aggiornamento: 14:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA