Progetti produttività in Comune per 60 mila euro, la Feneal non ci sta: «A chi troppo e a chi nulla»

Progetti produttività in Comune per 60 mila euro, la Feneal non ci sta: «A chi troppo e a chi nulla»
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Sabato 6 Novembre 2021, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 13:32

Circa 60 mila euro per cinque progetti di produttività. Ma a beneficiarne sono troppi pochi dipendenti di palazzo dei Priori. O meglio, troppi sono coinvolti su più di uno. «Nessuno ne sapeva nulla, tranne i lavoratori interessati»: Marcello Guadagno della Feneal Confsal bacchetta giunta e dirigenti, rei di aver fatto «una selezione senza alcun criterio».

La delibera è di un paio di settimane fa. Il progetto “Mappatura processi dell’ente” (14.400 euro per 24 persone) è il più eclatante: le 900 ore necessarie vanno dal 1 gennaio al 31 dicembre di quest’anno. «Praticamente è già finito: prima hanno svolto il progetto – dice Guadagno – e poi hanno deliberato per pagarlo. Non si può darne comunicazione una volta concluso».

Gli altri: “Attività preliminari finalizzate al riordino, alla classificazione e alla razionalizzazione dei documenti conservati presso il deposito di via Pescheria 2, i locali di via Garbini 84b e il deposito di via Vetulonia 1d” (13.600 euro per 31 persone), “Nuova architettura informatica” gruppo personale funzionale (12.249 euro per 17 dipendenti, tre anni di durata) e gruppo coordinamento” (5.463 per 7, scadenza addirittura nel 2024) e “Potenziamento dei servizi di vigilanza finalizzato al controllo del territorio nelle ore serali, e/o nei giorni festivi e festivi infrasettimanali e differenziazione di orario di servizio, in occasione di incontri calcistici di Lega pro presso lo Stadio Rocchi” (12.615,28 euro per 50 persone).

A Guadagno però non tornano alcune cose. «Ci sono nomi che si ripetono – spiega – manca la trasparenza. Il personale non sa nulla, a parte gli interessati. Sono stati chiamati a simpatia? E visto che la durata è pluriennale, se la prossima amministrazione avesse vedute diverse sarebbero stati buttati soldi?». Secondo il sindacalista è un peccato, perché potevano essere coinvolti più lavoratori. «Ci sono una miriade di persone che potrebbero essere interessate: perché ad alcuni sono stati assegnati due o tre progetti e a tanti altri nessuno? Anche perché chi partecipa a più di uno ha un impegno pesante: durante l’orario di lavoro – conclude Guadagno - non c’è niente da fare?».

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