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Videosorveglianza, bocciatura prevista per altre telecamere a Viterbo ma si va avanti

Videosorveglianza, bocciatura prevista per altre telecamere a Viterbo ma si va avanti
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Sabato 23 Aprile 2022, 09:19 - Ultimo aggiornamento: 24 Aprile, 19:51

«Era giusto provarci perché stiamo parlando sempre di soldi pubblici, quindi il tentativo andava fatto e sicuramente ci riproveremo. Ma che Viterbo non sia stata ammessa nell'elenco dei comuni che beneficeranno dei finanziamenti statali per la realizzazione di sistemi di videosorveglianza, per me non è una sorpresa. E neanche una sconfitta, se si vuole vederla in questo modo. Il criterio principale per l'assegnazione delle risorse, infatti, era l'indice di delittuosità e, grazie al cielo, questo coefficiente a Viterbo è molto più basso rispetto ad altri territori».

Parola del comandante della polizia locale, Mauro Vinciotti, dopo la bocciatura da parte del ministero dell'Interno a una richiesta di cofinanziamento per un progetto del valore complessivo di 52 mila euro per l'installazione di telecamere. Un importo di cui la metà risulta essere già finanziata dal Comune con risorse proprie, mentre per l'altro 50 per cento Palazzo dei Priori puntava proprio ai fondi che il Viminale mette in palio annualmente. Una torta di 27 milioni per il 2021 sufficiente a dare supporto a un numero ristretto di comuni: 416 in base al decreto firmato l'8 aprile scorso dal ministro Luciana Lamorgese.


Nella graduatoria finale Viterbo si è classificata al 779esimo posto su 2078 partecipanti al bando, quindi molto distante dalla soglia di sbarramento, con un punteggio totale pari a 36,41. Un risultato che prende in considerazione precisi parametri: l'indice di delittuosità della provincia, l'indice di delittuosità del comune, l'incidenza dei fenomeni di criminalità diffusa registrati nell'area urbana da sottoporre a videosorveglianza; l'entità numerica della popolazione residente (oltre 20 mila abitanti zero punti). Ma anche il rapporto percentuale fra l'importo del cofinanziamento proposto dal Comune e l'importo complessivo del progetto.
L'algoritmo del Viminale non ha premiato la città dei Papi.

«Diciamo che non rientrare in quel finanziamento non è una sconfitta - dice sempre Vinciotti - è già capitato perché siamo una città relativamente tranquilla. Per le telecamere il Comune di Viterbo in questi anni ha avuto comunque accesso ad altri canali di finanziamento. Per esempio, con un bando regionale abbiamo ottenuto di recente 40 mila euro di contributi con i quali stiamo installando telecamere al Poggino e al centro storico. E andremo avanti».


Ma a Viterbo non c'era un problema sicurezza? «Numeri alla mano risponde il comandante della municipale - Viterbo non è una città insicura. La percezione generale di insicurezza nasce da tanti altri fattori, ma questo è un altro discorso, più articolato». D'accordo con Vinciotti, il commissario prefettizio Antonella Scolamiero: «Mi sembra che siano altri i problemi che interessino i cittadini, in questi mesi da sindaco non ho percepito criticità su questo fronte», afferma.
 

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