Cinema, sarà una ripresa lenta: nei primi 10 giorni a piena capienza gli incassi non decollano

Cinema, sarà una ripresa lenta: nei primi 10 giorni a piena capienza gli incassi non decollano
di Luca Telli
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Venerdì 22 Ottobre 2021, 09:10 - Ultimo aggiornamento: 18:50

Nessun boom al botteghino e situazione che resta precaria. A dieci giorni dalla riapertura delle sale al massimo della capienza autorizzata con un decreto del Consiglio dei Ministri la strada per i cinema resta in salita. «Davanti abbiamo una montagna da scalare – dice Francesco Ferretti, gestore del CineTuscia Village di Vitorchiano – 20 mesi di restrizioni hanno lasciato un’eredità pesante, servirà tempo per tornare alla normalità».

 Per ora la normalità, o almeno una parte di essa, Ferretti cerca di cucirla addosso al suo cinema aprendo tutte le sale a disposizione a ampliando il numero di proiezioni: «Nei giorni feriali siamo fermi a 2 ma nel fine settimana siamo arrivati a 4. Cerchiamo di dare un’offerta che sia la migliore possibile».

E qualcosa si muove: «Non è un’ondata ma neppure calma piatta, soprattutto nel weekend abbiamo visto quanto il cinema sia mancato»; di file alla biglietteria in queste due settimane non ce sono state «e neppure ce le aspettavamo – aggiunge Ferretti – Non siamo bar o ristoranti, il ritorno in sala sarà graduale».

L’orizzonte più probabile per la ripresa, e forse il più ottimistico, è quello che affaccia sulla primavera 2022 mentre le festività natalizie, il momento in cui l’affluenza al cinema raggiunge il suo picco, saranno l’autentico banco di prova e, incassi alla mano, il momento dei bilanci.

«Intanto qualcosa di positivo c’è – aggiunge Ferretti -. Dopo la stretta dei mesi scorsi le case di produzione hanno dato il via libera per l’uscita di tutti i film di richiamo, sia i nuovi che quelli rimasti bloccati dal 2020».  

Se il prodotto non manca a rischiare di non esserci sono però i clienti. Le difficoltà principali al ritorno in sala legate alla diffidenza del pubblico a frequentare i cinema dopo un anno e mezzo di emergenza sanitaria e, a doppio filo, all’aumento del numero di nuovi abbonati alle piattaforme televisive in streaming che lo sconvolgimento dettato dalla pandemia ha innescato.

«La paura è una conseguenza naturale ma credo che il via libera del governo sia il primo passo per superarla», aggiunge Ferretti. Per gli imprenditori però la paura più grande si chiama nuove restrizioni, l'impertivo quello di evitarle. Speranza, quest’ultima, che sul fondo nasconde più insidie di quanto si pensi.

Se la possibilità di un nuovo lockdown sembra accantonata in maniera definitiva anche dai suoi più strenui sostenitori, quella di lavorare al 100% della capienza poggia su basi molto più fragili: una fiducia a tempo legata all’evoluzione della pandemia e alla permanenza della regione in zona bianca. Un passaggio nell’area di rischio successivo, in zona gialla, conseguente ad un aumento dei ricoveri significherebbe, tra le altre cose, il possibile ritorno del rispetto della distanza interpersonale di un metro tra spettatori; tradotto: la diminuzione della capienza.

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