Viterbo, le incompiute del centro: palazzo di Vico restaurato (con i fondi Plus) e inaccessibile

Venerdì 26 Febbraio 2021 di Giorgio Renzetti
L'ex cantiere di Palazzo di Vico in centro

Lavori e riqualificazione di Palazzo di Vico, piena zona centro medievale. Dagli annunci all’abbandono: marchio di fabbrica delle ultime amministrazioni comunali, quella in carica compresa. Un filmgià visto: finito nell’elenco dei progetti Plus nel 2012, era nel maxi piano di sviluppo turistico-culturale del centro. Costato soldi (circa 570mila euro) e lavori, è poi stato dimenticato. La cronistoria è nelle cronache del Messaggero.

“L’ascensore tra valle Faul, piazza San Lorenzo, la ristrutturazione di palazzo di Vico, che crea un percorso turistico nella città sotterranea; la cavea nel cuore di Faul; l’ascensore tra Faul e piazza del Sacrario; due locali con una piazza interna sotto il Lazzaretto, per il servizio di accoglienza ai turisti”: così Giulio Marini sindaco (Messaggero 14 aprile 2013), enunciava i pregi degli interventi da 14 milioni con il Plus.

Il palazzo in questione era quello di Giovanni di Vico, signore di Viterbo vissuto fino al 1366. Ma la sua dimora fu distrutta e ricostruita. Ai giorni nostri il recupero era stato presentato nel 2013: “Una parte del palazzo oggi non visibile, lo diventerà grazie all’abbassamento della strada di 3,5 metri, verrà quindi realizzata una piazza in peperino e saranno ripristinare le antiche mura. Lì sarebbe dovuto nascere un parcheggio, ma «gli interventi hanno riportato alla luce uno slargo che in epoca medievale era denominato Platea nova, una piazza con fontana nota come piazza Nuova, nonché ambienti ipogei sotto palazzo di Vico che raggiungono piazza del Gesù (10 dicembre 2013).

Ma cosa doveva essere realizzato? Una piazza pavimentata in peperino, riportando il disegno della piazza interna alla loggia del palazzo, con il ripristino della muratura utilizzando le parti crollate. L’altra area sarà a meno 3,5 metri rispetto a via Sant’Antonio, scavando fino a raggiungere l’antica piazza e la fontana a fuso. Una gradonata in peperino collegherà le aree, ripristinando il collegamento pedonale originario tra il colle del Duomo e valle Faul, tramite un sistema di piazze che consentirà l’accesso a via dei Pellegrini e a piazza del Gesù. La chicca? Le cantine, cunicoli che nella Seconda guerra mondiale sono stati rifugio antiaereo.

Come si sa, i lavori poi passarono in carico al suo successore Leonardo Michelini. E pure lui sul palazzo diceva che “nel giro di un anno o poco più il centro storico cambierà aspetto, a cominciare dalla nascita di un museo archeologico nei suoi cunicoli sotterranei (14 febbraio 2014)”.

Sono trascorsi sette anni e visitare il palazzo di Vico, con il suo restauro monco, è tutt’oggi impossibile.

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