Il giorno di Bonucci: Viterbo abbraccia il suo campione. Babbo Claudio: «Emozione infinita»

L'abbraccio tra Leo Bonucci e il padre Claudio a Londra dopo la finale
di Marco Gobattoni
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Lunedì 9 Agosto 2021, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 16:15

E’ il giorno di Leonardo Bonucci: Viterbo, città in cui è nato il 1° maggio 1987, accoglierà il vice-capitano della Nazionale per l’impresa con la maglia azzurra. Campione europeo: nessun calciatore cittadino e viterbese ha mai potuto raggiungere tale riconoscimento. Angelo Peruzzi, nato a Blera, nel 2006 si laureò campione del mondo, ma fu un’avventura totalmente diversa.

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Bonucci è stato uno dei protagonisti della cavalcata azzurra: i due rigori realizzati, il gol del pareggio in finale e la personalità debordante messa di fronte a tutto e a tutti. La giornata di oggi sarà ricca di impegni per il calciatore cresciuto a Pianoscarano, dopo esser rientrato nella notte dalla trasferta a Barcellona con la Juventus: poco tempo per dormire e, all’ora di pranzo, il volo che lo porterà a Roma da dove muoverà verso la sua città. Alle 16,30 appuntamento nella sala consiliare dove il sindaco Giovanni Arena e i consiglieri gli consegneranno la benemerenza cittadina: attese le dichiarazioni del calciatore.

Seguirà l’appuntamento davanti al murales a lui dedicato sulla Cassia Nord, che Bonucci ha chiesto di vedere per ringraziare gli ideatori. Alle ore 18 tutti dentro lo stadio Rocchi: la casa della Viterbese e del calcio cittadino è pronta ad accogliere il campione, che qui vivrà le emozioni più intense: si intrecceranno i legami con il fratello Riccardo, che nel 2001 segnò un gol alla Torres con la maglia della Viterbese addosso.

«Per noi e per Leonardo sarà una giornata speciale - racconta papà Claudio - con la città che si stringerà intorno a nostro figlio e sarà un onore. Dispiace perché il momento attuale non consente quel bagno di folla che Leonardo avrebbe voluto, ma tutti capiranno la situazione. Ho rivisto Leonardo la settimana scorsa, dopo l’abbraccio che ci siamo dati a Londra terminata la finale: l’ho abbracciato ancora come quella sera».

Anche mamma Dorita non sta nella pelle: lei ha rivisto il figlio domenica dopo quasi due mesi: oggi saranno solo emozioni forti. «Ci faremo forza a vicenda - scherza ma non troppo papà Bonucci - sapere che il nostro ragazzo tornerà a casa da campione d’Europa ci rende orgogliosi: grazie a tutti quelli che hanno contribuito a organizzare questa giornata».

Viterbo però è anche Santa Rosa: quest’anno il trasporto non si farà ma Leonardo, legatissimo alla patrona, anni dedicò alla santa un gol realizzato con l’Italia proprio il 3 settembre. «Il 3 settembre per Leonardo esiste soltanto Santa Rosa - conferma papà Claudio - in qualunque parte del mondo si trovi si collega per vivere la magia del trasporto. Il suo sogno è portare la famiglia a vederlo dal vivo: magari tra dieci anni, quando avrà smesso di giocare».

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