Agricoltura sempre più green, nasce il secondo Biodistretto nella Tuscia: da Tarquinia a Tolfa

Sabato 27 Giugno 2020 di Ugo Baldi
Sta per nascere il secondo Biodistretto nella Tuscia. La collocazione sarà nella bassa Maremma, tra le province di Viterbo e Roma, nei territori di Tarquinia, Tolfa, Allumiere e Monte Romano. I parenti più stretti saranno quelli del biodistretto della via Amerina, che comprende 13 comuni del basso Viterbese e i monti Cimini.

Nella riunione del 19 giugno che si è tenuta al Comune di Tarquinia, hanno partecipato il vice sindaco, Luigi Serafini, Giuseppe Orefice e Kim Assael dell’Associazione Iner, Loretta De Simone dell’azienda agricola La Turchina e presidente della Rete di impresa Terre della Farnesiana, il presidente dell’Università agraria di Allumiere, Pietro Vernace, Odoardo Basili dell’Istituto Cardarelli, Claudia Papalini e Roberto Bellardini tecnici Arsial, Luigia Melaragni della Cna, Mario Pusceddu Mario dell’Isvra, Fabio Massimo Iacoponi di Slowfood condotta Costa della Maremma; infine come coordinatore del tavolo di lavoro Anna Cedrini, presidente dell’associazione, Terre della Farnesiana.

«In realtà l’idea nasce da un gruppetto di 3-4 aziende – ha detto Cedrini - che immaginano un’agricoltura svolta con un maggior rispetto dell’ambiente e di conseguenza una migliore gestione dei territori, che rimane una delle più importanti mansioni svolte dagli agricoltori. L’ispirazione è nata guardandoci intorno, in particolare osservando il territorio della Farnesiana, così intatto dal punto di vista naturalistico e allo stesso tempo cosparso di piccole e grandi aziende per lo più biologiche, che hanno fatto in modo di svolgere il loro lavoro non solo rispettando l’ambiente, ma anche conservandolo e proteggendolo.

Il Biodistretto su carta non esiste ancora, ma di fatto questo territorio lo è da sempre». Qual è il principale obiettivo? «Sperimentare una nuova forma di governance territoriale e in particolare dei territori cosiddetti marginali, per far fronte a esigenze che spesso vengono trascurate dalle locali amministrazioni, molto più concentrate sulle necessità dei centri urbani».

Tra gli obiettivi c’è la conservazione della flora. «La conservazione della forte biodiversità che caratterizza i nostri territori è uno degli obiettivi principali del Biodistretto. Abbiamo immaginato di legare tutti i comuni con un unico filo conduttore, la salvaguardia delle api». Melaragni, vicepresidente della Camera di commercio, ha detto: «Il Biodistretto nasce proprio per la necessità dello sviluppo del territorio, legato alle tematiche del biologico, con l’obiettivo anche di una crescita economica più in linea con il rispetto dell’ecosistema».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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