Appalto rifiuti, tempi lunghi: per il "ponte" servì un anno e mezzo. «Indaghi la Corte dei Conti»

Il sindaco Arena e Alvaro Ricci
di Massimo Chiaravalli
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Sabato 19 Giugno 2021, 06:15 - Ultimo aggiornamento: 15:12

«Hanno perso tempo per approvare le stesse linee guida dell’appalto ponte». Intanto dal primo settembre scatterà l’ennesima proroga, «che sarà inevitabile, come ha ammesso il sindaco Giovanni Arena». Per questo, si tornerà ancora una volta a bussare alle porte della Corte dei Conti. Il capogruppo del Pd, Alvaro Ricci, però è pessimista anche su quanto sarà necessario attendere per vedere il contraente del bando pluriennale: «Servirà almeno un anno».

Sui tempi, il dem potrebbe pure risultare ottimista. Basta fare il confronto con l’appalto ponte: bando pubblicato il 18 aprile 2019, aggiudicazione definitiva il 17 dicembre, poi la firma del contratto e il via ai lavori a settembre 2020. Quasi un anno e mezzo. Le linee guida approvate giovedì in consiglio prevedono un appalto da 4 anni più 2 per 12,4 milioni l’anno. «Alla Corte dei Conti – dice Ricci - c’è già un esposto che avevamo inoltrato, sui ritardi con cui si stava procedendo, per accertare se potevano comportare un danno erariale. Siamo in attesa del risultato. Ma nel frattempo non si è fatto un passo avanti, si è perso tempo». Perché? «Le linee guida approvate sono più o meno le stesse oggetto dell’appalto ponte. E’ dunque inspiegabile perché non si siano fatte prima, come da noi sollecitato».

In questo anno secondo Ricci «non si è ragionato su come migliorare la racconta differenziata e le criticità che conosciamo sui rifiuti. Il ponte era nato proprio per fare questo. Pensare di discutere una nuova progettualità a due mesi dalla scadenza era impossibile, tanto è vero che la stessa maggioranza si è rimangiata l’emendamento sulla riduzione delle isole di prossimità. A parte il disaccordo interno, i tempi non c’erano più».

E quindi si torna alla Corte dei Conti. «Aggiorneremo il ricorso – continua il dem - appena verrà ufficializzata la proroga. Il sindaco ha detto che è inevitabile. E la risposta del dirigente Eugenio Monaco alla mia domanda è stata chiara: ha detto che i ritardi non sono dovuti a motivi tecnici e che non si voleva addentrare in risposte politiche».

Verrà fatta «una ricostruzione su cosa è successo nel frattempo, dal primo esposto a oggi. L’unica novità rispetto a ora è che nelle isole di prossimità sarà raccolto l’organico, poca roba. Non si doveva lasciare tutto questo in mano al sindaco, serviva un assessore a tempo pieno: c’è stata una gestione assurda». Tempi per il nuovo bando? «Non si può partire ancora: mancano l’approvazione del Pef e delle tariffe: non potrà essere pubblicato prima della fine di luglio, per essere ottimisti».

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