Agenzie di viaggio e tour operator, la pandemia presenta il conto: «Pochi ristori e ripresa lontana»

Agenzie di viaggio e tour operator, la pandemia presenta il conto: «Pochi ristori e ripresa lontana»
di Luca Telli
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Mercoledì 9 Giugno 2021, 05:40 - Ultimo aggiornamento: 15:44

Ripresa lenta e aiuti fermi a settembre. La pandemia presenta il conto a tour operator e agenzie di viaggio. Un paio quelle che in città hanno tirato i remi in barca, resiste solo chi ha le spalle larghe. «Con la ripresa che non ci sarà prima del prossimo anno la strada è tutta in salita», spiega Donatella De Luca, titolare dell’agenzia di viaggi San Faustino.

I segnali di risveglio delle ultime settimane, e l’aumento delle richieste, sono poco più di uno sciroppo nell’oceano di regole, spesso cambiate in corso d’opera senza preavviso, e limitazioni che regolano il mercato turistico europeo a e verso (e da) le aree extra Schengen, bacino d’utenza al quale è legata la ripresa.

«L’ incertezza legata al passaporto sanitario, e alle diverse norme che i singoli Stati decideranno di adottare, è un agente disgregante per la ripresa – continua De Luca -, scoraggia il turista e paralizza il settore. Stesso discorso vale per le limitazioni sugli spostamenti interni. I bus organizzati viaggiano a metà capienza, questo significa un aumento dei prezzi per il cliente che, spesso, deve farsi carico anche dei costi per il tampone senza il quale è molto difficile, per non dire impossibile, lasciare il Paese».

Problema al quale si aggiunge quello dei sostegni statali. «Gli ultimi aiuti che abbiamo ricevuto riguardano il quinto bimestre dell’anno – aggiunge De Luca -. Non il massimo se si considera il disastro tra gennaio – maggio 2021 in cui c’è stato un blocco dell’attività pressoché totale».

La poca attenzione nei confronti di un settore strategico, che rappresenta una fetta importante della ricchezza totale del Paese, è stata denunciata una volta di più dalle associazioni di categoria poco dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto Sostegni bis (26 maggio), che rifinanzia il fondo con 150 milioni in più rispetto al primo decreto in aggiunta a quelli già stanziati dalla Legge di Bilancio 2021.

 «Ma se pensiamo che le perdite negli ultimi 18 mesi sono state vicine all’80% si capisce come le risorse siano del tutto inadeguate», conclude De Luca.

Per salvare il comparto le associazioni, Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi, Fiavet e Fto-Federazione turismo organizzato Confcommercio, chiedono da subito un incremento del fondo di almeno 500 milioni di euro da destinare, in via esclusiva, alla parziale copertura delle perdite delle agenzie di viaggio e dei tour operator.

«Se un Governo chiude un settore per decreto allora deve provvedere - si legge nella nota delle associazioni -. La ripartenza che tutti gli operatori attendono con ansia non è dietro l'angolo, visto che la maggior parte delle mete estere sono ancora interdette. Per essere chiari poi, agenzie di viaggio e tour operator, anche quando hanno riaperto, non hanno generato fatturato a causa della mancanza di prodotto da vendere».

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