Verso il voto, le proposte della Cisl al futuro sindaco di Viterbo. «Creare sviluppo per dare lavoro»

Il segretario della Cisl di Viterbo, Fortunato Mannino
di Federica Lupino
Creare sviluppo per dare lavoro. Se si dovesse sintetizzare il Fortunato Mannino pensiero si racchiuderebbe in questo concetto: il segretario della Cisl lancia un appello ai candidati a sindaco di Viterbo e disegna il decalogo di quello che il futuro primo cittadino dovrebbe fare per il bene del capoluogo.

“Il turismo – spiega Mannino  è il settore che, al momento, più di ogni altro, può offrire ampi margini di lavoro e progresso per il nostro territorio”. Viterbo come Orvieto, Pitigliano, Sorano e Civitavecchia: una meta capace di attrarre entrando in sinergia coi territori limitrofi. “Non trascuriamo il fatto che la città dei Papi ha una carta in più: il termalismo. Su questo punto auspichiamo che il definitivo recupero delle ex terme Inps possa concludersi con la prossima consiliatura. L’utilizzo delle terme non deve più solo riguardare l’aspetto terapeutico ma deve estendersi ad una valenza turistica: nuove strutture ricettive, complementari a quelle già esistenti, permetterebbero alla città il salto di qualità tanto atteso anche a livello internazionale”.

Un obiettivo che poggia le basi su infrastrutture solide. “Ci auguriamo che il prossimo sindaco, prima della fine del suo mandato, veda – aggiunge il segretario Cisl - il completamento della Orte-Civitavecchia e dia un importante contributo a far diventare il collegamento ferroviario con Roma adeguato a quello che un Paese industrializzato, nel terzo millennio, dovrebbe avere”. E ancora, la cultura: “Una cattiva politica ha fatto sì che il fulcro commerciale – economico di Viterbo si spostasse dal centro verso la periferia disperdendo risorse senza alcuna progettazione seria e provocando un triste depauperamento del centro storico.

“Occorre riportare gli uffici, amministrativi e privati, e le attività commerciali dentro le mura, favorendo – propone - una circolazione del traffico sostenibile con parcheggi e servizio navetta. Vanno poi recuperati tutti gli spazi in disuso e semiabbandonati convertendoli il luoghi d’arte, musica, teatro, laboratori, convegni, cinema e musei e destinandoli in primis alle realtà più serie e di eccellenza. Tutto ciò potrebbe portare alla costituzione di start up, cooperative e gruppi di lavoro che coinvolgano positivamente anche l’Università della Tuscia con tutte le sue facoltà”.
Mercoled├Č 16 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 13:50

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
QUICKMAP