Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

«Una valanga di no». Deposito nucleare, dai Comuni agli ambientalisti: cresce la protesta

«Una valanga di no». Deposito nucleare, dai Comuni agli ambientalisti: cresce la protesta
di Luca Telli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 8 Gennaio 2021, 06:20

Due mesi per l’apertura di un tavolo di confronto ma nessuno resta a guardare. Contro il deposito nazionale di scorie nucleari la mobilitazione non conosce ostacoli né nemici.

 È del sindaco di Tarquinia Sandro Giulivi, che nei giorni scorsi aveva usato i toni più duri, il primo atto politico. Lo fa anticipando la teleconferenza convocata per lunedì prossimo dal presidente della Provincia Pietro Nocchi (a cui parteciperanno anche  il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut, e l’assessore regionale per Ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento Massimiliano Valeriani) annunciando una delibera, da portare all’attenzione del consiglio comunale a stretto giro, per dare ufficialità all’opposizione del Comune come già successo per termovalorizzatore e biocentrali.

«Ribadiremo quanto stabilito dall’articolo 1 dello Statuto di questa città – spiega Giulivi - All’interno del territorio di Tarquinia non è consentito, per quanto attiene alle attribuzioni del Comune in materia, l’insediamento di centrali, industrie o impianti che non utilizzano fonti di produzione di energia rinnovabile, l’insediamento di industrie belliche, lo stazionamento o il transito di ordigni bellici nucleari e scorie radioattive».

Un no, quello del sindaco leghista, rafforzato dalla nota del responsabile all’ambiente salviniano Vannia Gava che definisce: «assurdo il modo di procedere del Governo che ha senza alcun confronto calato dall’alto questa lista di zone».

 E dalla presa di posizione dei consiglieri regionali, con i quale Giulivi ebbe un violentissimo scontro sul termovalorizzatore A2A arrivando a minacciare l’uscita dal partito e quella di tutti i suoi consiglieri, con il Capogruppo Tripodi «pronto a chiedere già nelle prossime ore un Consiglio regionale straordinario sul tema».

Contro la Lega, e anche le dichiarazioni del senatore di Forza Italia Battistoni che come altri aveva tuonato contro il deposito, arriva la durissima nota del Movimento 5 Stelle.

«Attaccano il Governo ma dimenticano che la mappa era prevista da una legge emanata durante il Governo Berlusconi, l'articolo 27 del Decreto Legislativo 31/2010. Nel Luglio del 2010 Forza Italia aveva fatto dell'energia nucleare il proprio cavallo di battaglia. Per loro era la panacea assoluta al fabbisogno energetico del Paese e nessuno sembrava preoccuparsi delle scorie radioattive che tale produzione comporta. Battistoni forse non lo ricorda».

Chi non scorda e tiene alta la guardia sono le associazioni civiche, a Montalto (una delle 5 aree con indice di gradimento più alto) ‘Pescia e Montalto legate insieme’ chiede al vicesindaco Luca Benni la nascita di un coordinamento per raccogliere tutte le sigle e gli enti, mentre quelle ambientaliste, da AssoTuscania a Italia Nostra, sono pronte alla battaglia a oltranza con il presidente regionale di Fare Verde Silvano Olmi che invita a non cedere «al ricatto occupazionale ma continuare a seguire la vocazione del territorio e la sua tutela».. A testimoniare la volontà del territorio la raccolta firme per lo stop su change.org, lanciata dal sindaco di Bagnoregio Luca Profili in meno di 48 ore l’appello è stato sottoscritto da quasi 15mila persone.

© RIPRODUZIONE RISERVATA