Vaccino antinfluenzale dal primo ottobre: 66mila le dosi ordinate nella Tuscia, un terzo in meno del 2021

Una vaccinazione
di Federica Lupino
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Lunedì 26 Settembre 2022, 06:20 - Ultimo aggiornamento: 27 Settembre, 10:06

La campagna anti-influenzale nella Tuscia è pronta per partire. La Asl di Viterbo, come ogni anno a fine settembre, ha reso noto i quantitativi di fiale ordinati per la provincia e che dovrebbero essere somministrati a partire dal primo ottobre. Si tratta di circa 66mila dosi di cinque tipologia diverse di farmaco, ordinate sulla base dei fabbisogni riscontrati lo scorso anno e comunque passibili di aggiustamenti in corso d’opera.

La spesa per la campagna vaccinale 2022/2023 ammonta a 935.616 euro, con un risparmio pari a  306.630,50 rispetto allo scorso anno quando la Asl sborsò poco più di 1,2 milioni di euro. Allora però le dosi preventivate come necessarie a ridosso dell’avvio delle somministrazioni erano di circa un terzo superiori a quelle odierne, ovvero 95mila. I numeri sono stati tarati tenendo conto di quanto realmente somministrato nella scorsa stagione dei medici di medicina generale, da qui il calo.

Ancora una volta, infatti, è questa la categoria di sanitari a trovarsi in prima linea nelle vaccinazioni. “Il nostro obiettivo – spiega Michele Fiore, segretario del sindacato di categoria, la Fimmg – è quello di coprire a tappeto gli over60”. La campagna, come accennato, su carta dovrebbe iniziare il primo ottobre ma probabilmente si va verso un ritardo di qualche giorno. “Fino a ieri – rivela – dei circa 185 medici di famiglia rimasti in provincia in 100 non avevano ancora risposto alla richiesta della Asl di quantificare il proprio fabbisogno, che può essere inferiore, uguale o superiore a quello ipotizzato dall’azienda”.

Non lo hanno fatto perché la pratica è arrivata da un generatore automatico di mail “no reply” per cui molti dottori non hanno proprio aperto il messaggio. “In teoria per l’avvio delle somministrazioni dovrebbero consegnarci la prossima settimanatra il 30 e il 40% delle dosi ma probabilmente – continua Fiore – le avremo solo dopo. Speriamo non avvenga come lo scorso anno quando a seguito della prima fornitura per settimane non abbiamo ottenuto nulla”.

Di positivo, c’è che resta la soluzione logistica per cui le Ucp (unità di cure primarie) ricevono dalla Asl le dosi in sede, mentre i medici che lavorano ancora singolarmente dovranno andarsele a prendere alla farmacia aziendale. Qualche problema sul fronte della vaccinazione Covid. “Si continua a pubblicizzare la possibilità di sottoporti al vaccino contro il Covid e a quello contro l’influenza contemporaneamente, affermando che occorre rivolgersi al medico di base. Peccato che noi – spiega Fiore – non abbiamo ancora la possibilità di ordinare l’ultima versione del farmaco contro le nuove varianti”.

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